Youth Guarantee: occupazione giovanile in Europa

Lo scorso 26 giugno ho partecipato, insieme alla mia collega Gessica Rostellato, al primo incontro internazionale tra Europarlamentari ed alcuni membri dei Parlamenti Nazionali under 35 dell’Europa (erano presenti parlamentari di Lituania, Portogallo, Belgio, Grecia) presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, in Belgio.
Per l’Italia eravamo presenti noi del Movimento 5 Stelle e alcuni parlamentari del Partito Democratico.
Lo scopo era quello di condividere con i Parlamentari degli altri Stati Europei e con gli Europarlamentari le nostre idee e progetti sulla disoccupazione giovanile, a seguito della mozione condivisa da tutto il Parlamento italiano a sostegno della Youth Guarantee (mozione votata in aula alla Camera qualche giorno prima).

In vista del Consiglio Europeo del 27 giugno abbiamo redatto un documento che abbiamo consegnato al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz (nella foto) in cui chiediamo:
– iniziative coordinate a livello UE per rafforzare il mercato e promuovere gli interessi delle PMI e delle microimprese anche attraverso investimenti a breve e medio termine al livello comunitario e nazionale in modo da far ripartire l’economia e creare così posti di lavoro;
– raddoppiamento delle risorse stanziate per le iniziative a favore dell’occupazione giovanile (ad oggi pari a 6 miliardi di euro);
– di spronare i paesi europei in cui la disoccupazione è più forte di mettere in atto concretamente la Youth Guarantee cioè la garanzia di trovare lavoro ai giovani (e non solo) in tempi rapidi e ben definiti, attraverso la riorganizzazione dei centri per l’impiego che devono avere l’obbligo di trovare un’occupazione entro 4 mesi

Soldi? No Grazie, me ne vado da questo Paese

Qualche giorno fa ho depositato una Interrogazione a risposta in Commissione.

Leggendo su un quotidiano la situazione critica che sta colpendo la mia terra natale, la Puglia,  e un’azienda leader mondiale nel settore dell’arredamento e dei divani in pelle, ho voluto guardare più a fondo e capire cosa sta accadendo.

La situazione è complicata, si parla 1900 esuberi dichiarati dall’azienda, 101 milioni stanziati dalla Regione/Stato e non utilizzati: si sente una gran “puzza” di delocalizzazione verso paesi con costi di manodopera minore.

TESTO INTERROGAZIONE:
Interrogazione a risposta in commissione 5-00426
presentato da
BALDASSARRE Marco
BALDASSARRE. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. —

Per sapere – premesso che:
il Gruppo Natuzzi ha stabilimenti sia in Italia che all’estero e nel 2011, presentando un fatturato di 486,4 milioni di euro, si accredita come la più grande azienda italiana nel settore dell’arredamento e leader mondiale nel segmento dei divani in pelle;
la situazione risulta preoccupante se si considera che il gruppo Natuzzi ha collocato in cassa integrazione (con scadenza ottobre 2013) 1.900 lavoratori su circa 2.700;
la regione Puglia, in accordo con il Governo, l’8 febbraio 2013 ha firmato un accordo per

Lo vogliamo fare bene il calcolo della Pensione? [Interrogazione a risposta Scritta]

Qualche giorno fa ho depositato presso il Sindacato Ispettivo una interrogazione a risposta scritta per avere delucidazioni sulla procedura che viene effettuata da INPS per il Calcolo delle Pensioni, in quanto appaiono criticità in merito alla Normativa attuale e alcune circolari INPS.

Adesso aspettiamo una risposta in merito…rimanete aggiornati.

TESTO INTERROGAZIONE:

Interrogazione a risposta scritta 4-00887 presentato da
BALDASSARRE Marco
BALDASSARRE, BECHIS, CIPRINI, COMINARDI, RIZZETTO, ROSTELLATO e TRIPIEDI.

— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. —

Per sapere – premesso che:
all’articolo 24 della legge n. 214 del 2011 si afferma che a far data 1° gennaio 2012 tutte le pensioni saranno agganciate esclusivamente ai contributi versati (sistema contributivo);
nella circolare INPS n. 35/2012 viene esemplificato che i lavoratori che avevano maturato 18 anni di anzianità contributiva alla data 31 dicembre 1995 rientreranno in un sistema di calcolo misto, retributivo fino al 31 dicembre 2011 e contributivo pro rata a far data 1° gennaio 2012;
la prima «quota», calcolata con sistema retributivo, viene determinata con

Reddito di Base? Non è conforme all’Inciucio

Dopo l’emendamento presentato sulle Slot Machines, il mio secondo intervento della giornata, ha ricevuto uno STOP.
Ti lascio al video dove richiedo la motivazione di “Non Ammissibilità”

Il mio intervento sull’Ordine del Giorno, dichiarato inammissibile da un funzionario sconosciuto del Governo, impegnava il Governo a VALUTARE l’opportunità di definire iniziative volte all’erogazione di un Reddito di Base per chi vive sotto la soglia di povertà.
Chiedevo che si aprisse un dibattito volto a rivedere il welfare ed il sistema degli ammortizzatori sociali nel complesso.
Ma è stato dichiarato inammissibile.
Perchè?

Soldi dalle Slot Machines? NO, grazie

Prendere i soldi dalle Slot Machines?
No Grazie, i soldi si prendono dal Fondo Vittime di Mafia.
Ti starai chiedendo se sono impazzito o meno vero?
Niente affatto, la risposta, in sintesi, è quella che abbiamo ricevuto dal Governo sull’ emendamento che ho esposto in aula.

Il mio intervento riguarda un emendamento dove si chiedeva al Governo ed al Parlamento di modificare la voce riguardante la copertura finanziaria che sarebbe servita per prorogare i contratti di 632 dipendenti degli uffici Immigrazione delle Prefetture.
Questi dipendenti hanno superato i 36 mesi massimi previsti dalla legge per i contratti a tempo, e adesso verranno prorogati; senza, gli uffici in questione andrebbero in tilt.
Una proroga dei loro contratti altro non è che

Intergruppo Parlamentare Acqua Bene Comune

A due anni dai referendum del giugno 2011, è nato su invito del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, l’intergruppo parlamentare per l’Acqua Bene Comune.

Hanno aderito tutti i parlamentari di Movimento 5 Stelle.

La finalità dell’intergruppo è quella di avviare un percorso legislativo per la ripubblicizzazione del servizio idrico a partire dall’aggiornamento e la riproposizione della Legge di Iniziativa Popolare presentata nel 2007 dal Forum.

Altri obiettivi a breve termine quelli di contrastare la tariffa truffa elaborata dall’Aeeg in completo contrasto con i risultati referendari e quello di tutelare il diritto all’acqua dei cittadini contrastando la pratica degli stacchi all’erogazione.

Rimborsi elettorali e finanziamenti pubblici

Ieri mattina, entrando a Montecitorio, si avvicina una giornalista chiedendo:

“Cosa ne pensa del finanziamento pubblico ai partiti e della nuova legge che li elimina nel 2017?”

 Breve cronistoria del finanziamento pubblico ai partiti:

Nel 1974, Flaminio Piccoli (DC), successivamente agli scandali del 1965 e 1973, per prevenire il pericolo di collusione e corruzione per interessi economici, presenta una proposta di legge volta al finanziamento pubblico dei partiti già presenti in Parlamento, approvata in soli 16 giorni con il consenso favorevole di tutti (tranne il PLI).

Nel 1981 i finanziamenti pubblici vengono raddoppiati.

Nel 1992 scoppia il caso Tangentopoli: il più grande scandalo che vedeva coinvolti deputati, senatori, ex cariche dello Stato (tra le quali anche ex Presidenti del Consiglio) e magistrati in gravi casi di corruzione, concussione, finanziamenti illeciti ai partiti (facendo entrare di fatto il Paese nella Seconda Repubblica). Nello stesso anno si susseguono altri importanti eventi: dalle elezioni politiche nel caos più totale alla lotta contro la mafia (nello stesso anno vennero uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), vennero eletti Oscar Luigi Scalfaro Presidente della Repubblica e Giuliano Amato Presidente del Consiglio, la Lira subì la sua ultima svalutazione.

Nel 1993 un Referendum abrogativo promosso dai Radicali abolì il finanziamento pubblico ai partiti. L’anno successivo vennero introdotti i Rimborsi elettorali ai partiti, in vista delle elezioni politiche del 27 marzo 1994.

Nel 1997 viene introdotto anche il 4 per 1000 ai partiti.

Dal primo V-Day in poi, il M5S chiede l’abolizione dei rimborsi elettorali, nel rispetto del referendum del 1993. Dal 1994 al 2012 sono stati erogati ai partiti ben 2 miliardi e mezzo di euro a fronte di una spesa sostenuta di mezzo miliardo.
Torniamo ad oggi. Cosa è successo?

Viva la Repubblica

Oggi, 2 giugno 2013, nessun parlamentare del MoVimento 5 Stelle ha partecipato alla parata militare tenutasi a Roma nel giorno in cui si festeggia l’anniversario della nascita della Repubblica Italiana, in quanto non è una ricorrenza per la vittoria di una guerra, ma per la vittoria di un referendum, strumento di democrazia popolare.

Ai militari presenti, ai cittadini in uniforme che servono la Patria in ossequio dell’art. 52 della nostra Costituzione, va il nostro rispetto e riconoscimento.

Proprio 67 anni fa, il 2 e 3 giugno 1946, un referendum istituzionale a suffragio universale ha decretato le sorti della nostra nazione, dopo il tremendo periodo fascista, facendo rinascere l’Italia dalle ceneri della seconda guerra mondiale come Repubblica.

Votarono ben 24.947.187 di italiani, pari all’89% degli aventi diritto al voto. Oggi, purtroppo, raggiungere un risultato simile sarebbe utopico, considerando i dati delle ultime tornate elettorali sempre in ribasso. I voti a favore della Repubblica furono circa 2 milioni in più rispetto a quelli a favore della Monarchia.

Per la prima volta voteranno anche