Buon Natale INPS

Come ogni anno la Corte dei Conti pubblica una relazione su INPS: <<Determinazione e relazione della Sezione del Controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) per l’esercizio 2012>>. Andando a spulciare il documento emergono svariate criticità che ho cercato di mettere alla luce dei riflettori…

Vigilanza sul Lavoro – Iniziamo un percorso Insieme

Nei giorni scorsi sono entrato in contatto con un gruppo di Ispettori del Ministero del Lavoro al fine di approfondire la loro proposta di creare un UNICO ente di vigilanza sul lavoro.

Nella giornata di oggi dovrebbe svolgersi un primo incontro al fine di conoscersi e coordinarsi eventualmente su come procedere insieme alla realizzazione di una concreta proposta al fine di ottimizzare e razionalizzare le risorse messe a disposizione nella vigilanza in materia di lavoro e sicurezza.

Intanto ho presentato una Interrogazione al Ministro per capire cosa ne pensa, le sue intenzioni e se intende o meno affrontare la effettiva riorganizzazione del sistema della sicurezza sul lavoro.

Il testo dell’Interrogazione:
Interrogazione a risposta scritta 4-02945
Per sapere – premesso che:

a seguito degli eventi tragici accaduti a Prato il 1o dicembre 2013 in cui hanno perso la vita 7 lavoratori di nazionalità cinese e numerose altre situazioni analoghe che, si ripetono quotidianamente nel nostro Paese, appare prioritario un intervento volto a tutelare la sicurezza dei lavoratori e altresì una riorganizzazione dei servizi ispettivi in materia di lavoro e previdenza;
l’articolo 10 del decreto legislativo n. 124 del 2004 secondo cui si prevede l’obbligo per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di istituire una banca-dati telematica con le informazioni relative ai datori di lavoro che hanno avuto ispezioni in materia di lavoro e previdenza appare tuttora inapplicato;

I.GE.I Spa: In Liquidazione da 17 anni

Può una Società essere in liquidazione da 17 anni e continuare tranquillamente ad operare per conto del maggiore Ente previdenziale italiano?

Può una Società che per decreto era stata messa in liquidazione continuare a gestire il patrimonio immobiliare accumulato con i soldi di milioni di lavoratori italiani?

Può una società che  doveva rimanere in vita per il tempo “strettamente necessario”, operare dopo ben 17 anni?

Si, può…se si chiama I.GE.I. Spa… può!

La I.GE.I S.p.a era nata al fine di conseguire la più efficiente ed efficace utilizzazione possibile di tutti i beni immobili da reddito del portafoglio Inps.

Nel 1996 con decreto legislativo è stata messa in liquidazione…ma stranamente ancora, dopo 17 anni, ancora opera per conto di INPS.

Per questo ho depositato in questi giorni una interrogazione parlamentare per far chiarezza sulla situazione.
Interrogazione a risposta in commissione 5-01667
— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

— Per sapere – premesso che:

la legge 9 marzo 1989, n. 88, all’articolo 20 comma 2, ha previsto che l’istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) possa «costruire o partecipare a società cui affidare la gestione del patrimonio immobiliare nel rispetto dei criteri di economicità ed efficienza»;
il consiglio di Amministrazione, avvalendosi di tale facoltà, ha costituito con atto 12 febbraio 1992, la società «INPS Gestione Immobiliare – I.GE..I. – S.p.a» con una partecipazione privata pari al 49 per cento ripartita in parti uguali in misura del 9,6 per cento tra: Vianini Lavori S.p.a, Cagisa S.p.a ora Pirelli & C. S.p.a, Fisia S.p.a ora Gefi S.p.a., Sistemi Urbani S.p.a ora Sogivest S.p.a, CMC Soc. Coop. a.r.l e 1 per cento BNL S.p.a.;
la I.GE.I S.p.a è stata costituita al fine di conseguire la più efficiente ed efficace utilizzazione possibile di tutti i beni immobili da reddito del portafoglio Inps;
a partire dall’anno 1993 l’istituto ha affidato alla suddetta società la gestione degli immobili da reddito detenuti in proprietà, regolando i rapporti con una convenzione sottoscritta in data 18 maggio 1992;
il decreto legislativo 104 del 1996, all’articolo 14, ha disposto la messa in liquidazione della società I.GE.I. S.p.a dal 31 dicembre 1996;

Gli strani movimenti immobiliari di INPS

Qualche giorno fa ho presentato una Interrogazione in Commissione per far chiarezza su una notizia apparsa sulla stampa inerente una “strana vendita immobiliare” effettuata da INPS e dal suo Presidente “MultiPoltronato” Antonio Mastrapasqua.

Alla luce di questi fatti e soprattutto dopo la relazione della Corte dei Conti che invita a “evitare eccessive concentrazioni di potere” e di “promuovere la massima trasparenza delle decisioni assunte” da parte del Presidente Mastrapasqua, non ritengono i Ministri e i colleghi Parlamentari che sia arrivato il momento di metter FINE a questo “gioco delle poltrone”?

Non ritengono che sia il momento di far chiarezza su quello che sta accadendo?

Ma soprattutto, non crede il nostro amico Mastrapasqua che sia il momento di lasciare lo “scettro del potere” a persone che possano dedicare tempo ed energie alla sola gestione dell’Istituto per il bene di tutti i Lavoratori e non solo per il bene dei soliti noti imprenditori immobiliari?

Vediamo se i Ministri competenti faranno chiarezza su questa vicenda.

Il testo dell’Interrogazione:
Interrogazione a risposta in commissione 5-01666
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’economia e delle finanze.

— Per sapere – premesso che:

come emerge da un articolo a firma di Marco Palombi, pubblicato su «Il Fatto Quotidiano», in data 4 dicembre 2013, il Presidente INPS Antonio Mastrapasqua sta tentando di far approvare all’istituto che dirige, un affare immobiliare molto costoso e dal dubbio vantaggio economico;
dal suddetto articolo emerge della trattativa – definita con un accordo quadro lo scorso 31 luglio – che intercorre tra il Mastrapasqua e il costruttore Luca Parnasi e la sua «Parsitalia»;

Aiutiamo il Mimo del Corso di Arezzo

Qualche giorno fa ho appreso da notizie di stampa di una situazione critica della mia città, Arezzo, nel quale è coinvolto un personaggio noto ai tanti per la sua costante presenza nel Corso di Arezzo.

Marco Antonio Segatori, il Mimo del Corso,  potrebbe ottenere gli arresti domiciliari ma purtroppo non avendo una fissa dimora, se nessuno interviene, dovrà scontare la pena in carcere.

Ho deciso di farmi portavoce con le istituzioni di questo disagio sociale e inviare una lettera al Sindaco Giuseppe Fanfani e agli Assesori del Comune di Arezzo dove chiedo che si faccia il possibile per evitare un tale epilogo ad una situazione che appare “paradossale” ai nostri giorni.

Raramente le istituzioni e la politica si occupano dei diritti dei senzatetto e senza fissa dimora e, altresì,  tenendo presente la situazione di sovraffollamento delle carceri italiane, credo si debba fare il possibile per impedire che ci vada una persona che potrebbe scontare la propria pena agli arresti domiciliari.

Speriamo che in questo Arezzo faccia la differenza.

Vi lascio al testo della lettera che ho spedito anche tramite mail alla segreteria del Sindaco.

Al Signor Sindaco

Comune di Arezzo

P.c. Assessori Comune di Arezzo

Oggetto: Salvaguardia dei diritti dei senza tetto e senza fissa dimora.

Gentile Sindaco Fanfani,

Tragedia di Prato – Intervento in Aula

Durante la seduta di oggi all’ordine del giorno: “Informativa urgente del Governo sul tragico incendio verificatosi in una fabbrica di Prato che ha causato la morte di sette lavoratori di nazionalità cinese”.

Questo il mio intervento in Aula:

Qui lo Stenografico dell’intervento:
Grazie, Presidente.
Prato: una strage annunciata, così come lo è la classica maratona dell’ipocrisia, dichiarazioni su dichiarazioni, ma nessuno che si assuma un minimo di responsabilità.
  Dall’interno del capannone dormitorio vengono estratti sette corpi di lavoratori di origine cinese, che stavano riposando su un soppalco abusivo insieme ad altri operai orientali sorpresi dalle fiamme. Prato, un tempo splendente punto di riferimento delle aziende tessili, nel giro di vent’anni ha visto proliferare una miriade di laboratori, dove la manodopera cinese opera in situazioni inaccettabili dal punto di vista dei diritti umani e della sicurezza.
  A Prato non esistono più regole. Lo stesso pubblico ministero Tony dice: «La maggior parte delle aziende sono organizzate così, è il Far West». Se vogliamo impedire che ci siano altre tragedie come quella di Prato, allora cominciamo con l’ammettere che quella tragedia è l’effetto di un’economia malata, ormai lasciata alla sbando e totalmente incurante dei diritti fondamentali degli uomini, cinesi o italiani che siano. Il tutto di fronte ad una classe politica cieca, sorda e muta, quindi complice.
  Ultimamente sempre più spesso si sentono politici parlare in difesa del made in Italy, o di quel che ne resta. Oramai sempre più aziende italiane chiudono o delocalizzano per provare a sopravvivere, aumentando una disoccupazione già alle stelle. Ricordo che il Governo si era impegnato a ridurre il costo del lavoro e il cuneo fiscale nella legge di stabilità. E allora facciamo un atto di coraggio, non una misura fantasma che non beneficerà realmente nessuno. Ed oltre a ricordare, giustamente, i sette lavoratori di origine cinese morti per il profitto di qualche multinazionale, ricordiamo anche quegli imprenditori italiani che si sono tolti la vita perché stretti in una morsa di tasse, di cuneo fiscale e di costo del lavoro ormai insostenibile.
  Veloci, non tutte,

Munus, Mani Pulite e Beni Culturali

Come si riesce a legare una società di gestione, mani pulite e i beni culturali?

Semplicemente con una parola: Munus.

Munus è la società presieduta da Alberto Zamorati, personaggio noto alle cronache per l’arresto durante <<Mani Pulite>>.

Società che gestisce Beni Culturali e Servizi Museali, organizza mostre ed eventi, congressi, spettacoli e concerti.

Ma come gestiscono queste società il NOSTRO patrimonio artistico e culturale?

La gestione è formata da un intricato rapporto di “amicizie” e conoscenze, una gestione opaca e poco trasparente.

Nella gestione dei Beni Culturali abbiamo anche nomi di rilievo come per esempio: «Civita» collegata a Gianni Letta ed  «Electa» collegata a Silvio Berlusconi, oltre alla citata Munus e al suo Presidente Mario Zamorani.

In questi giorni sembra che siano state comunicate ” le nuove linee guida per l’affidamento in concessione dei servizi di accoglienza del pubblico negli istituti e nei luoghi della cultura statali” ma dal comunicato non si comprende se siano state o meno convocate tutte le categorie interessate.

Un V3Day Oltre ogni aspettativa

V3Day, Genova. 1.12.2013.

Oggi abbiamo aggiunto una pagina nella storia di un Movimento nato dal basso, un movimento che racchiude le speranze di tante persone, giovani ed anziani, uomini e donne, italiani e stranieri. Eravamo centomila? Duecentomila? Cinquemila? Non importa quello che scriveranno i giornali, noi semplicemente c’eravamo!

Un altro giorno indimenticabile, dopo i primi due V-Day, dopo il Woodstock a Cesena, questo V3Day era all’insegna di una nuova parola: Oltre!

Abbiamo stabilito alcune semplici proposte che porteremo in Europa:

– Referendum per la permanenza nell’euro
– Abolizione del Fiscal Compact
– Adozione degli Eurobond
– Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune finalizzata eventualmente all’adozione di un Euro 2
– Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio
– Finanziamenti per attività agricole finalizzate ai consumi nazionali interni
– Abolizione del pareggio di bilancio