Enpap: Mastrapasqua ci prova ancora

Nei giorni scorsi era apparsa la notizia in merito all’imminente nomina del nuovo direttore generale della Cassa di previdenza degli psicologi, l’Enpap.

L’Enpap era stata nelle settimane scorse protagonista della famosa vicenda dell’immobile di via della Stamperia che vede inoltre indagato tra gli altri l’ex coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini.

Nei rari articoli pubblicati in merito alla nuova nomina siamo riusciti a scoprire che : «Una scelta che a sentire i rumors che circolano nella capitale sarebbe però già ricaduta su Stefano Cruciani, guarda caso ex componente della segreteria di presidenza di Mastrapasqua all’Inps».

Facendo uno studio sulla Relazione della Corte dei Conti per la gestione Inps dell’anno 2009  si evince che ci sarebbero state delle criticità nell’assunzione di alcuni soggetti da parte dell’allora presidente Antonio Mastrapasqua.

In particolare la Corte dei Conti rileva elementi di criticità sulla figura di un soggetto «(..) esperto di controllo di gestione e pianificazione strategica presso un cementificio eugubino».

Andiamo a leggerci il curriculum vitae di Stefano Cruciani:

“Attualmente ricopre l’incarico di dirigente-ufficio di segreteria della presidenza dell’istituto (Inps) e tra le esperienze professionali ci sarebbero: responsabile del controllo di gestione, direttore pianificazione e controllo, direttore attività internazionali, presso le Cementerie Aldo Barbetti Spa di Gubbio (Perugia)”

Mica sarà la stessa persona?

Mozione per il rilancio del Mezzogiorno

E’ iniziata in Aula la discussione sulla Mozione per il rilancio economico e occupazionale del Mezzogiorno.

Il Movimento 5 Stelle ha depositato il testo della Mozione illustrando le maggiori criticità che hanno comportato la costituzione di una “Italia a due velocità”.

TESTO COMPLETO MOZIONE

Ogni iniziativa di carattere pubblico adottata nella storia repubblicana in favore del Sud va regolarmente a patire gli effetti della corruzione e dello sperpero.

Il Sud ha fruito, infatti, dapprima dei fondi della Cassa per il Mezzogiorno, durata dal 1950 al 1992, la quale dal 1957 in avanti erogò contributi a fondo perduto e crediti agevolati. Nel primo ventennio circa di attività la Cassa per il Mezzogiorno sembrò funzionare, ma la qualità del suo servizio andò progressivamente declinando mano a mano che i partiti invadevano e inquinavano la vita pubblica. La Cassa per il Mezzogiorno tramontò malinconicamente, abbandonata agli scandali e rappresentò uno dei più gravi esempi di corruzione e di interrelazione fra affari, politica e malavita nel Sud.

Altro esempio su tutti è quello legato al capitolo di spesa privilegiato dalla riprogrammazione dei programmi della convergenza, ossia dell’ Agenda digitale europea: 1.140 milioni di euro destinati agli investimenti nel Sud per la banda ultralarga, 118,9 milioni di euro per la banda larga fino a 2 mega, 320 milioni di euro per i data center.

Emendamento Part-time Verticale Inammissibile

L’emendamento al decreto omnibus “sblocca Italia” proposto dal M5S alla Camera dei Deputati (articolo 40 bis), recante modifiche in favore dei lavoratori a contratto part-time verticale annuale ciclico e che una volta approvato, avrebbe garantito l’accesso di tali lavoratori agli ammortizzatori sociali per il periodo di sospensione contrattuale, è stato dichiarato inammissibile e quindi non degno di essere discusso e votato in aula alla Camera, senza una plausibile giustificazione.

In effetti, in un decreto OMNIBUS, che contiene norme che spaziano dal settore agricolo, alla tutela ambientale e all’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, al rilancio e lo sviluppo delle imprese, al contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche e infine alla definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea, un emendamento alla legge che avrebbe permesso di accedere agli ammortizzatori sociali anche alla categoria dei lavoratori a part-time verticale ciclico annuale nei periodi di sospensione del contratto, ai deputati del PD, sarebbe sembrato fuori luogo, perché,per la prima volta, avrebbero discusso di una misura che andava a favore dei lavoratori e non a favore delle solite lobbies imprenditoriali e finanziarie che governano e dominano la politica italiana degli ultimi 30 anni.