Camorra e Governo contro la raccolta differenziata

18 roghi in meno di 3 mesi. Questo è il bollettino di guerra che la camorra ha attuato finora contro gli impianti di smaltimento dei rifiuti. Una Terra dei fuochi estesa su tutto il territorio nazionale, dalla Lombardia alla Campania.

Nel bel mezzo di questa storia arriva il soccorso del Governo, ma non verso gli impianti di compostaggio o di trattamento dei rifiuti a freddo: il Governo arriva in soccorso di chi specula sui rifiuti, di chi va contro le direttive europee sul trattamento e recupero. É proprio con l’articolo 35 del decreto Sblocca Italia che viene incentivata la costruzione di altri, inutili, 12 inceneritori in dieci regioni, in modo da poter bruciare altri 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno (in Italia ci sono già 42 inceneritori in funzione e altri 6 in fase di costruzione: uno a Firenze, uno in Puglia, uno in Calabria e ben tre nel Lazio). Sempre grazie allo Sblocca Italia, gli impianti di incenerimento sono inseriti tra le “infrastrutture ed insediamenti strategici di interesse nazionale” in modo da velocizzare gli iter burocratici, impedire la protesta di movimenti e comitati grazie all’utilizzo delle forze dell’ordine o dell’esercito e togliere potere alle regioni.