Serve un progetto per contrastare l’odio sui social

Sicuramente quello dell’odio sui social non è un problema da sottovalutare ma la cosa andrebbe analizzata meno superficialmente cara Boldrini.
Non serve a nulla scrivere a Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook. Anzi, semmai quello è proprio l’ultimo tassello del puzzle, ma che ti dà più visibilità: la Presidente della Camera dei Deputati, terza carica dello Stato, scrive al creatore di Facebook contro l’odio dilagante sui social. Bel titolo. Diverso sarebbe stato creare un percorso culturale, sfruttando uno strumento quale Facebook che collega insieme 2 miliardi di persone in tutto il mondo, per arrivare direttamente agli utenti dei social. Questo magari avrebbe portato meno like ma avrebbe avuto più senso.

Caro Michele, lotteremo anche per te

Caro Michele,

non ti giudico, non ti giustifico, purtroppo dinanzi al tuo gesto non posso che provare contemporaneamente rabbia e dolore.

Nella tua lettera mi sono ritrovato. Così come mi sono ritrovato prima nei panni di chi il precariato lo subisce e dopo nei panni di chi le leggi sul/contro il precariato le esamina in Parlamento.

Fino a quattro anni fa ti avrei detto queste parole:

Siamo quasi coetanei, ho solo due anni più di te, conosco in prima persona i drammi della nostra generazione. Ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un gorgo silenzioso, che anno dopo anno, pezzo dopo pezzo, ci ha portato via le nostre speranze, le nostre ambizioni, i nostri diritti.

Abbiamo subito qualsiasi riforma del lavoro, mai migliorativa, sempre a peggiorare, che ogni giorno ci rosicchiava qualcosa che ogni generazione, ad eccezione della nostra, ha avuto: la speranza.