Il referendum è la più alta espressione della partecipazione dei cittadini alla vita del Paese, è il momento in cui si mette da parte l’idea di democrazia rappresentativa e ciascuno può decidere direttamente su argomenti che influiranno sulla sua vita. Possibile sta proponendo otto quesiti sui quali è bene che ognuno di noi decida in prima persona. I primi due hanno come obiettivo la modifica della legge elettorale e nello specifico il primo propone l’eliminazione dei capilista bloccati e delle candidature plurime, il secondo l’eliminazione del proporzionale con premio di maggioranza. Il terzo e il quarto quesito propongono la modifica del Decreto Sviluppo (governo Monti) e dello Sblocca Italia (governo Renzi) nelle parti in cui, rispettivamente, facilitano le trivellazioni in mare e ritengono strategiche le trivellazioni stesse (permettendo iter autorizzativi facilitati) a discapito della sicurezza e della salute dei nostri mari e delle nostre coste. Il quinto quesito ha l’intenzione di eliminare le procedure speciali per le grandi opere, che l’Autorità anti-corruzione ha definito “criminogene”. Gli ultimi tre quesiti referendari mirano a modificare il Jobs act e la Buona Scuola: il sesto e il settimo puntano ad eliminare il demansionamento e a tutelare il lavoratore in caso di licenziamento illegittimo; l’ottavo chiede la soppressione della chiamata diretta da parte del preside “manager”.
Vi invito a firmare perché i referendum si possano fare. Non si tratta di essere favorevoli o contrari alle modifiche ma di consentire a tutti gli italiani di poter votare su temi che toccano la vita di tutti. Poi sarà la maggioranza dei cittadini a decidere cosa va cambiato di queste leggi. Per questo motivo sostengo lo sforzo referendario e vi invito a firmare qui 

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