Sul portale del Movimento 5 Stelle puoi partecipare e migliorare la Proposta di Legge che ho redatto in merito a:

“Disposizioni per l’abolizione del Contributo Minimale INPS (c.d. Contributo minimo obbligatorio)”.

 

Entrando al seguente link: https://sistemaoperativom5s.beppegrillo.it/edit_entry.php?id=41&lex_id=0

potrai leggere la sintesi della proposta di legge con l’articolato.

Successivamente nella parte sottostante potrai proporre migliorie e modifiche alla legge ed eventuali errori o imprecisioni.

 P.S.: Possono accedere solo le persone iscritte al portale del MoVimento 5 Stelle entro il 30 giugno 2013 e con documento di identità già verificato.

5 commenti

  1. è incredibile ciò che succede con questo furto legalizzato chiamato minimale inps!!! non è possibile pagare in base ad un fatturato che nonn esiste!!! non si può andare avanti!!! sono soldi nostri e gli vogliano indietro!! abolite minimale inps,questa imposta da medioevo!!in nessun paese civile non esiste una cosa del genere!!!perchè non possiamo provvedere come ci pare alla nostra pensione,magari una pensione privata? perchè siamo costretti a dare i nostri soldi a un carrozzone del genere come INPS? non nosolo abolirlo questo vessatorio minimale inps ma vogliamo anche la restituzione dei nostri soldi!!!!

  2. art 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

    Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

    Purtroppo a causa dell’ultima parte “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” diviene tecnicamente impossibile dimostrare che il contributo minimale va in contrasto con l’articolo sopracitato in quanto è appunto applicato sul primo scaglione di reddito .. diciamo che se la sono studiata bene la contromossa … ad ogni modo pienamente in accordo sull’abolizione in quanto è impensabile che oltre al gravare di altre imposte vi sia un altro 20% aggiuntivo che vada a ridurre il reddito restante,già inaccettabile di suo al lordo dell imposizione fiscale (15000 euro per un attività autonoma al giorno d’oggi cosa vuoi farci?).

  3. Bisogna eliminare detta gabella anche retriattivamente per chi non può più pagare Equitalia, pur avendo fatto la denuncia dei redditi ,anche se a volte tardivamente. Poi Condono Fiscale tombale. L’alternativa sarà la catastrofe per i cittadini e il giubilo dell’Alta Finanza Mafiisa.

  4. Se qualcuno non sà dove trovare i fondi io direi di prelevarli dalle pensioni d’oro pubbliche; e comunque come io dico sempre:

    LA CRISI ATTUALE CESSERA’ QUANDO COMPRARE E VENDERE LE VERDURE DEGLI ORTI DEI PRIVATI SARA’ SEMPLICE COME GIOCARE IN BORSA

    Voglio dire chi investe in borsa ha un unico conto di ‘deposito titoli’; su quello che guadagna vengono prelevate le tasse, caspio è così semplice, non si capisce perchè il mercato reale non può essere così semplice!! O forse lo si capisce, ma allora è ora di far capire cosa vuole il popolo a suon di bastonate!!

  5. Non credo che il problema sia quello di poter scegliere dove versare i propri contributi, se all’INPS o a qualche forma pensionistica privata. Il concetto di iniquità che è alla base dell’attuale ordinamento è il vero problema. Sono un piccolo artigiano e da alcuni anni la mia unica vera esposizione con il fisco è determinata dal minimale INPS. Sembra assurdo ma per poter pagare i miei contributi e quelli di mia moglie circa € 8.000 all’anno, mi sono dovuto esporre con le banche finché queste lo hanno concesso. Ora sono rientrato nel calderone di quelli che vengono dichiarati evasori fiscali, non perché evadono, ma perché non possono pagare ciò che non hanno guadagnato. Come se non bastasse avendo costituito una snc per i primi due anni di attività pur vantando un credito IVA di circa € 16.000 non ho potuto compensarli con i nostri contributi perché i crediti erano dell’azienda, mentre i contributi erano personali. Oggi a distanza di 7 anni da quando abbiamo avuto la malsana idea di avviare questa attività, mi ritrovo senza una lira, con un muto da pagare, pieno di rate verso l’Agenzia delle Entrate e come se non bastasse ad inizio anno mi è stato richiesto di pagare circa € 19.000 per imposte dovute per il maggior valore dell’immobile per cui sto pagando un mutuo, perché secondo l’agenzia dell’Entrate vale circa € 120.000 in più di ciò che ho realmente pagato. Da precisare che nei 19.000 euro ci sono circa 9.000 di imposte e circa 10.000 tra sanzioni e interessi. Ho provato a giustificare il minor valore da solo (non potendomi permettere un avvocato), ma nulla da fare. Risultato che ho dovuto chiedere altri prestiti per mettere di mezzo un avvocato costo 2.000 euro un ingegnere (perizia giurata) 500 euro per ottenere uno sconto di circa 10.000 euro (sanzioni ed interessi). Ora ben venga l’abolizione del minimale INPS, ma voi capirete che il problema è ben più grande.

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