<<Nei giorni scorsi, a seguito della relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia, si è costituito un intergruppo parlamentare con lo scopo di riaprire il dibattito nazionale e portare al centro della discussione del Parlamento la legalizzazione dei derivati della Cannabis.>> è quanto afferma Marco Baldassarre, deputato aretino di Alternativa Libera.

legalizzazione cannabis

“Davanti a questo quadro, che evidenzia l’oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo, spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro […] sia opportuna una depenalizzazione della materia”.

Questa è una parte di quanto riportato nella relazione, nello specifico da pagina 355 a 360, che ammette il fallimento della repressione del mercato illegale di cannabinoidi e l’invito per il legislatore alla depenalizzazione del loro consumo.

Questo avrebbe ricadute anche sul carico giudiziario, che verrebbe notevolmente alleggerito, liberando risorse delle forze dell’ordine e della magistratura che potrebbero concentrarsi su fenomeni criminali più gravi (rendendo più efficiente il sistema repressivo, giudiziario e carcerario), oltre a portare beneficio all’annosa situazione dell’affollamento delle carceri italiane.

Un altro dato fornito dalla DNA spiega che il mercato illegale vende fino a 3 milioni di chilogrammi di cannabis l’anno, il cui ricavato finisce nelle tasche della mafia.

Che benefici porterebbe alle casse dello Stato?

In base ad alcuni studi, i benefici diretti sarebbero la riduzione delle spese statali impiegate per la proibizione delle sostanze, un maggiore gettito fiscale derivante dalla tassazione della produzione e dalla vendita delle droghe leggere e la crescita quantitativa del Pil ufficiale.

In particolare uno studio dell’Università La Sapienza stima un beneficio fiscale annuale di quasi 10 miliardi di euro dalla legalizzazione dell’intero mercato degli stupefacenti: risparmio di 2 miliardi l’anno di spese per l’applicazione delle norme repressive (polizia, magistratura, carceri) e guadagno di 8 miliardi dalle imposte sulle vendite (5,5 miliardi solo dalla Cannabis).

Ciò produrrebbe, inoltre, un aumento del Pil ufficiale annuo tra l’1,20 e il 2,34% a seconda della stima del ricavo generale tra 24 e 50 miliardi di euro (parte del Pil che oggi non viene contabilizzata nelle statistiche ufficiali).

<<L’intergruppo si è costituito con l’adesione di ben 60 parlamentari tra tutte le forze politiche, ora è necessario procedere con coraggio: prendiamo esempio dagli altri Paesi e lasciamoci pregiudizi ed allarmismi alle spalle>> – conclude Baldassarre.

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