Sui voucher: Politica-Codardia 0-1

Voucher

La vicenda dei voucher ci ha dimostrato quanto la politica sia senza spina dorsale. Ci ha dimostrato che un partito non è in grado di difendere le proprie scelte e che è la guerra ai consensi (o si potrebbe dire per interrompere l’emorragia di consensi) a dettare la linea politica della maggioranza.

Ovviamente la codardia nella politica esiste a tutti i livelli. Esiste tanto nel PD quanto nel M5S quando Beppe Grillo si impone sul voto di ventimila persone con un semplice fidatevi di me. Se in un partito, che “rischia” di andare al governo alle prossime elezioni, è più importante l’obbligo di fiducia in un leader rispetto al voto democratico della base mi spiegate cosa ci sia diverso da un qualsiasi personaggio mussoliniano?

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Ma torniamo sul pezzo, i voucher.

Da alcuni mesi trattiamo l’argomento dei voucher in commissione Lavoro della Camera dei Deputati. Quasi tutti i gruppi (anche Alternativa Libera con una legge a mia prima firma) hanno presentato una proposta di legge. Le abbiamo esaminate, si è formato il comitato ristretto (che ha il compito di accorparle tutte in un testo unico che poi uscirà dalla commissione per arrivare in aula) ed eravamo pronti ad approvare la legge uscita dalla commissione. Come detto, un lavoro di mesi. Nel frattempo succede che il partito di maggioranza continua ad incassare una “scoppola” dietro l’altra (passatemi il termine), considerando la sconfitta del referendum costituzionale, la scissione della minoranza e la creazione del gruppo MDP, fino alla discesa nei sondaggi al 27% con l’ascesa del M5S al 32%.

Ora, in che modo un governo stremato dalle vicissitudini ma non dal proprio lavoro (è ormai comprovata l’inutilità di questo governo che, dopo 100 giorni, non ha ancora attuato un solo decreto) potrebbe mai sostenere la dura prova di un altro referendum? Ovviamente parlo del referendum della Cgil contro i voucher. Altro grosso errore dal mio punto di vista, dato che se una legge ha un senso di esistere ma è sbagliata non si fa di tutto per cancellare la norma ma si cerca di fare di tutto per migliorarla. Ma come detto prima, la malattia del consenso colpisce tutti, anche il sindacato, che ogni tanto deve inventarsi una battaglia.

Invece no. Il governo preferisce scappare di fronte alle proprie responsabilità e prende la strada facile che va a cancellare la norma, annullando il referendum contro i voucher, per la gioia della Camusso e di Sel, ed evitando di andare a sbattere di nuovo contro un muro.

I campanelli di allarme erano tanti, volutamente ignorati da un Poletti sempre in preda al panico in queste situazioni, ovvero quando dovrebbe ricordarsi di essere il Ministro del Lavoro in un Paese dove il 40% dei giovani non hanno un’occupazione.

Intanto l’acquisto di nuovi voucher è sospeso, con delle gravi conseguenze sul lavoro sommerso.

La codardia ha segnato un altro goal contro la politica. Palla al centro.

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Serve un progetto per contrastare l’odio sui social

Sicuramente quello dell’odio sui social non è un problema da sottovalutare ma la cosa andrebbe analizzata meno superficialmente cara Boldrini.
odio-socialNon serve a nulla scrivere a Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook. Anzi, semmai quello è proprio l’ultimo tassello del puzzle, ma che ti dà più visibilità: la Presidente della Camera dei Deputati, terza carica dello Stato, scrive al creatore di Facebook contro l’odio dilagante sui social. Bel titolo. Diverso sarebbe stato creare un percorso culturale, sfruttando uno strumento quale Facebook che collega insieme 2 miliardi di persone in tutto il mondo, per arrivare direttamente agli utenti dei social. Questo magari avrebbe portato meno like ma avrebbe avuto più senso.

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Caro Michele, lotteremo anche per te

precariato

Caro Michele,

non ti giudico, non ti giustifico, purtroppo dinanzi al tuo gesto non posso che provare contemporaneamente rabbia e dolore.

Nella tua lettera mi sono ritrovato. Così come mi sono ritrovato prima nei panni di chi il precariato lo subisce e dopo nei panni di chi le leggi sul/contro il precariato le esamina in Parlamento.

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Fino a quattro anni fa ti avrei detto queste parole:

Siamo quasi coetanei, ho solo due anni più di te, conosco in prima persona i drammi della nostra generazione. Ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un gorgo silenzioso, che anno dopo anno, pezzo dopo pezzo, ci ha portato via le nostre speranze, le nostre ambizioni, i nostri diritti.

Abbiamo subito qualsiasi riforma del lavoro, mai migliorativa, sempre a peggiorare, che ogni giorno ci rosicchiava qualcosa che ogni generazione, ad eccezione della nostra, ha avuto: la speranza.

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Criptovalute, Exchange: Opportunità per il sistema Italia

Mentre nel resto del mondo sono già regolamentate piattaforme di scambio tra Bitcoin e valute correnti, in Italia c’è un vuoto normativo che produce uno svantaggio competitivo per il nostro Paese che non può sfruttare le opportunità offerte dal mercato delle monete elettroniche.

Evento Criptovalute

1 febbraio 2017 – evento Exchange

Ci siamo lasciati a Novembre con la promessa che avremmo organizzato nel più breve tempo possibile un evento sul tema delle “Criptovalute e degli Exchange”; per questo il 1° febbraio 2017 alle 14,30,  nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto in Via del Seminario 76 a Roma, ci sarà un secondo incontro dal titolo:

“Criptovalute – Exchange: Opportunità per il sistema Italia.” Leggi altro ›

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[EVENTO] Le Criptovalute e la Blockchain rivoluzionano il mondo. Innovare per cambiare in tempo.

Evento del 15 novembre 2016 alla Camera dei Deputati su Bitcoin e Blockchain

Il giorno 15 Novembre 2016 si è svolto alla Camera dei Deputati, presso la Sala del Refettorio a Palazzo S.Macuto, l’evento che ho voluto promuovere dal titolo: “Le Criptovalute e la Blockchain rivoluzionano il mondo. Innovare per cambiare in tempo.”

Evento del 15 novembre 2016 alla Camera dei Deputati su Bitcoin e Blockchain

Evento del 15 novembre 2016 alla Camera dei Deputati su Bitcoin e Blockchain

E’ stata una giornata colma di contenuti e spunti di riflessione sull’attuale situazione ma soprattutto su quello che ci aspetta il futuro.

Sfide importanti e opportunità che il nostro sistema Paese non può permettersi di perdere!

La giornata è iniziata alle ore 14,30 con la registrazione dei partecipanti e un saluto di benvenuto del sottoscritto.

Ho ringraziato tutti i partecipanti e i relatori che di li a poco avrebbero illustrato, con le proprie competenze, argomenti di sicuro interesse per tutta la sala.

Il primo panel ha affrontato le criptovalute e la blockchain e abbiamo avuto come relatori:

Franco Cimatti (Bitcoin Foundation Italia) che ci ha illustrato che cosa sono le reti P2P, la rete decentralizzata, una panoramica sui Bitcoin e sulle centinaia di altre criptovalute che potete trovare su CoinMarketCap.com.

E’ stato inoltre affrontato un tema molto attuale e ripreso varie volte anche dai successivi relatori quale quello degli Exchange, con particolare attenzione al fatto che non ne esistono ancora in Italia; una breve panoramica sulle “Monete Anonime” e su bozze di proposte di legge che si stanno muovendo in tale ambito.

L’intervento successivo è stato di Romina Centrone e Giuseppe Grisorio del Bitcoin Foundation Puglia.

In questi due interventi sono stati toccate ed illustrate tematiche di respiro sia locale che nazionale quali: il progetto Colored Coin (bando europeo), progetto molto interessante sul “Baratto Amministrativo“; Uno short Master sulle tematiche dell’utilizzo del Bitcoin, una proposta di legge per la regolamentazione degli exchange in Italia, progetto inerente il riconoscimento dell’identità digitale attraverso tecnologia blockchain. Una veloce riflessione sulla legalità del Bitcoin e sui vari business che possono essere intrapresi dai professionisti di oggi e domani.

L’intervento successivo è stato inaugurato da Lorenzo Giustozzi con il proseguo di Niccolò Travia di Blockchain Educational Networl Italia. Gli argomenti trattati in questo intervento sono stati: panoramica sull’associazione e sulle attività portate avanti dalla stessa, i progetti messi in campo con tecnologia blockchain, il progetto di portare la stessa tecnologia e la cultura del bitcoin all’interno delle università ed una dettagliata panoramica sulla normativa di riferimento che regola la PA e i possibili punti di contatto con le tencologie.

Ecco il video di questo primo panel di interventi: Leggi altro ›

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Referendum Trivelle: vota Sì per dire No!

Il 17 aprile si avvicina e del referendum contro le trivelle se ne parla poco, troppo poco. Ne parlano poco giornali e telegiornali, partiti, la gran parte degli italiani non sanno nemmeno che ci sarà il referendum.

Bei tempi quelli del 2011, quando ci fu una campagna referendaria a tappeto, totalmente trasversale, per riavere l’acqua pubblica. Forse proprio il mancato recepimento dell’esito referendario, di quel particolare esito referendario, così partecipato, ha portato gli italiani a non avere più fiducia di questo strumento di partecipazione popolare.

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Un governo che uccide la volontà popolare

La decisione del Consiglio dei Ministri di ignorare la richiesta di ElectionDay‬ ed anticipare al 17 aprile il Referendum‬ contro le trivellazioni in mare ci fa capire che per l’ennesima volta la volontà popolare non ha nessuna importanza.

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Il vuoto politico e il favore a Renzi

La frase più pericolosa di tutto il decalogo casaleggiano sulle candidature a Roma, più della multa da 150.000€ o dell’inutilità voluta dell’eventuale sindaco-marionetta grillino (altro aspetto gravissimo), è la seguente: <<il M5S subirà un grave danno alla propria immagine>>, usata come motivazione per far accettare qualsiasi porcata ai propri seguaci.
Stesso motivo per cui hanno fatto fuori il sindaco di Quarto. Non per violazione di qualche regola, non per aver commesso qualche reato, non per aver tradito la base, ma semplicemente perché questa storia avrebbe potuto creare un danno al marchio. Con quell’ordine di dimissioni, chi scrive a nome di Grillo ha di fatto ignorato ed invalidato il voto di migliaia di persone; il messaggio che ha voluto dare è stato “la mia parola conta più del vostro voto e dell’amministrazione del vostro Comune, del quale non me ne frega assolutamente nulla se ora tornerà nelle mani della camorra”.

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Il dovere di non dimenticare

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Sono trascorsi esattamente 70 anni da quando le truppe sovietiche scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Quel 27 gennaio 1945 il mondo intero fu costretto a fare i conti con la propria coscienza e scoprì quanto era buio e tremendo l’incubo in cui milioni di persone erano precipitate.

La nostra generazione ha appreso sui banchi di scuola, dai libri e dalle preziose testimonianze dei sopravvissuti quanto dolorosa sia stata quella pagina della storia umana che ha visto la negazione del diritto all’esistenza di un popolo intero e il colpevole silenzio imposto da scellerate alleanze.

Primo Levi scriveva: “[I nazisti e i fascisti] Hanno dimostrato per tutti i secoli a venire quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciano latenti nell’uomo dopo millenni di vita civile, e questa è opera demoniaca”.

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Il (terzo) rilancio del Mezzogiorno

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Ci risiamo. Terza mozione sul rilancio del Mezzogiorno nell’arco di 14 mesi. Terza volta che questo Governo prende in giro quella parte d’Italia sfiancata dalla disoccupazione, dal lavoro nero, dalla mafia, dai disservizi e dalle politiche clientelari. Ma anche quella parte d’Italia fatta da giovani all’avanguardia nelle idee innovative, ricca di paesaggi spettacolari, gente meravigliosa e tanta voglia di riscattarsi.
Però la politica deve fare la propria parte, meno marchette, meno annunci, altrimenti il 2016 sarà l’ottavo anno consecutivo con un saldo negativo.

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