Il dovere di non dimenticare

Sono trascorsi esattamente 70 anni da quando le truppe sovietiche scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Quel 27 gennaio 1945 il mondo intero fu costretto a fare i conti con la propria coscienza e scoprì quanto era buio e tremendo l’incubo in cui milioni di persone erano precipitate.

La nostra generazione ha appreso sui banchi di scuola, dai libri e dalle preziose testimonianze dei sopravvissuti quanto dolorosa sia stata quella pagina della storia umana che ha visto la negazione del diritto all’esistenza di un popolo intero e il colpevole silenzio imposto da scellerate alleanze.

Primo Levi scriveva: “[I nazisti e i fascisti] Hanno dimostrato per tutti i secoli a venire quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciano latenti nell’uomo dopo millenni di vita civile, e questa è opera demoniaca”.

Mozione per il rilancio del Mezzogiorno

E’ iniziata in Aula la discussione sulla Mozione per il rilancio economico e occupazionale del Mezzogiorno.

Il Movimento 5 Stelle ha depositato il testo della Mozione illustrando le maggiori criticità che hanno comportato la costituzione di una “Italia a due velocità”.

TESTO COMPLETO MOZIONE

Ogni iniziativa di carattere pubblico adottata nella storia repubblicana in favore del Sud va regolarmente a patire gli effetti della corruzione e dello sperpero.

Il Sud ha fruito, infatti, dapprima dei fondi della Cassa per il Mezzogiorno, durata dal 1950 al 1992, la quale dal 1957 in avanti erogò contributi a fondo perduto e crediti agevolati. Nel primo ventennio circa di attività la Cassa per il Mezzogiorno sembrò funzionare, ma la qualità del suo servizio andò progressivamente declinando mano a mano che i partiti invadevano e inquinavano la vita pubblica. La Cassa per il Mezzogiorno tramontò malinconicamente, abbandonata agli scandali e rappresentò uno dei più gravi esempi di corruzione e di interrelazione fra affari, politica e malavita nel Sud.

Altro esempio su tutti è quello legato al capitolo di spesa privilegiato dalla riprogrammazione dei programmi della convergenza, ossia dell’ Agenda digitale europea: 1.140 milioni di euro destinati agli investimenti nel Sud per la banda ultralarga, 118,9 milioni di euro per la banda larga fino a 2 mega, 320 milioni di euro per i data center.

Mastrapasqua: Non vedo Non sento Non parlo

Tutti si svegliano e si accorgono che un presidente di un ente come INPS non dovrebbe avere decine di incarichi e palesi possibili conflitti di interessi.

Complimenti! Il classico caso di “Non VEDO Non SENTO Non PARLO!”.

Da tempo stiamo denunciando l’accaduto attraverso un incessante bombardamento di atti di sindacato ispettivo nei confronti di Antonio Mastrapasqua e della gestione di INPS.

Invito i più volenterosi e curiosi a leggersi tutti gli incarichi presenti e passati di Antonio Mastrapasqua, sua moglie Maria Giovanna Basile e il fratello Pietro Mastrapasqua, racchiusi in questa interrogazione che per la prima volta li mette TUTTI nero su bianco: INTERROGAZIONE INCARICHI MASTRAPASQUA.

Questa mattina sono riuscito a discutere l’interpellanza urgente depositata il 28/o1/2014 dove peraltro chiedevo le dimissioni di Antonio Mastrapasqua dalla presidenza dell’Istituto. (TESTO INTERPELLANZA URGENTE).

Ecco il video del mio intervento al quale chiaramente segue una risposta da parte del Governo priva di senso logico e senza entrare minimamente nel merito delle questioni.

Tragedia di Prato – Intervento in Aula

Durante la seduta di oggi all’ordine del giorno: “Informativa urgente del Governo sul tragico incendio verificatosi in una fabbrica di Prato che ha causato la morte di sette lavoratori di nazionalità cinese”.

Questo il mio intervento in Aula:

Qui lo Stenografico dell’intervento:
Grazie, Presidente.
Prato: una strage annunciata, così come lo è la classica maratona dell’ipocrisia, dichiarazioni su dichiarazioni, ma nessuno che si assuma un minimo di responsabilità.
  Dall’interno del capannone dormitorio vengono estratti sette corpi di lavoratori di origine cinese, che stavano riposando su un soppalco abusivo insieme ad altri operai orientali sorpresi dalle fiamme. Prato, un tempo splendente punto di riferimento delle aziende tessili, nel giro di vent’anni ha visto proliferare una miriade di laboratori, dove la manodopera cinese opera in situazioni inaccettabili dal punto di vista dei diritti umani e della sicurezza.
  A Prato non esistono più regole. Lo stesso pubblico ministero Tony dice: «La maggior parte delle aziende sono organizzate così, è il Far West». Se vogliamo impedire che ci siano altre tragedie come quella di Prato, allora cominciamo con l’ammettere che quella tragedia è l’effetto di un’economia malata, ormai lasciata alla sbando e totalmente incurante dei diritti fondamentali degli uomini, cinesi o italiani che siano. Il tutto di fronte ad una classe politica cieca, sorda e muta, quindi complice.
  Ultimamente sempre più spesso si sentono politici parlare in difesa del made in Italy, o di quel che ne resta. Oramai sempre più aziende italiane chiudono o delocalizzano per provare a sopravvivere, aumentando una disoccupazione già alle stelle. Ricordo che il Governo si era impegnato a ridurre il costo del lavoro e il cuneo fiscale nella legge di stabilità. E allora facciamo un atto di coraggio, non una misura fantasma che non beneficerà realmente nessuno. Ed oltre a ricordare, giustamente, i sette lavoratori di origine cinese morti per il profitto di qualche multinazionale, ricordiamo anche quegli imprenditori italiani che si sono tolti la vita perché stretti in una morsa di tasse, di cuneo fiscale e di costo del lavoro ormai insostenibile.
  Veloci, non tutte,

4 Anni dopo la Strage di Viareggio

Questo il discorso che abbiamo presentato oggi in aula per ricordare le vittime dell’incidente ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009:

Qualche giorno fa, il 29 Giugno, a Viareggio, si commemorava il quarto anniversario della strage ferroviaria del 2009, in cui persero la vita ben 33 persone a causa di una sequenza di esplosioni di gas gpl fuoriuscito da una cisterna trasportata da un convoglio deragliato nella stazione di Viareggio.

Dopo 4 anni, in questi giorni, è ancora in corso l’udienza del gup che vede coinvolti 32 imputati.

A quanto pare la causa dell’incidente sarebbe da attribuire al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro-cisterna che trasportava il GPL. Questa modalità di rottura è tipica degli assili ferroviari e per prevenirla sono previste stringenti procedure cicliche di controllo, che nel caso specifico non sarebbero state rispettate.

E quindi con tristezza e rabbia notiamo come ancora una volta è la mancanza di Sicurezza sul Lavoro a causare altre morti. Sicurezza sul Lavoro che in Italia non è sicuramente la priorità di questo Governo, come vedremo anche nel Decreto del Fare.

Tra gli indagati spicca il nome di

Reddito di Base? Non è conforme all’Inciucio

Dopo l’emendamento presentato sulle Slot Machines, il mio secondo intervento della giornata, ha ricevuto uno STOP.
Ti lascio al video dove richiedo la motivazione di “Non Ammissibilità”

Il mio intervento sull’Ordine del Giorno, dichiarato inammissibile da un funzionario sconosciuto del Governo, impegnava il Governo a VALUTARE l’opportunità di definire iniziative volte all’erogazione di un Reddito di Base per chi vive sotto la soglia di povertà.
Chiedevo che si aprisse un dibattito volto a rivedere il welfare ed il sistema degli ammortizzatori sociali nel complesso.
Ma è stato dichiarato inammissibile.
Perchè?

Soldi dalle Slot Machines? NO, grazie

Prendere i soldi dalle Slot Machines?
No Grazie, i soldi si prendono dal Fondo Vittime di Mafia.
Ti starai chiedendo se sono impazzito o meno vero?
Niente affatto, la risposta, in sintesi, è quella che abbiamo ricevuto dal Governo sull’ emendamento che ho esposto in aula.

Il mio intervento riguarda un emendamento dove si chiedeva al Governo ed al Parlamento di modificare la voce riguardante la copertura finanziaria che sarebbe servita per prorogare i contratti di 632 dipendenti degli uffici Immigrazione delle Prefetture.
Questi dipendenti hanno superato i 36 mesi massimi previsti dalla legge per i contratti a tempo, e adesso verranno prorogati; senza, gli uffici in questione andrebbero in tilt.
Una proroga dei loro contratti altro non è che