Vigilanza sul Lavoro – Iniziamo un percorso Insieme

Nei giorni scorsi sono entrato in contatto con un gruppo di Ispettori del Ministero del Lavoro al fine di approfondire la loro proposta di creare un UNICO ente di vigilanza sul lavoro.

Nella giornata di oggi dovrebbe svolgersi un primo incontro al fine di conoscersi e coordinarsi eventualmente su come procedere insieme alla realizzazione di una concreta proposta al fine di ottimizzare e razionalizzare le risorse messe a disposizione nella vigilanza in materia di lavoro e sicurezza.

Intanto ho presentato una Interrogazione al Ministro per capire cosa ne pensa, le sue intenzioni e se intende o meno affrontare la effettiva riorganizzazione del sistema della sicurezza sul lavoro.

Il testo dell’Interrogazione:
Interrogazione a risposta scritta 4-02945
Per sapere – premesso che:

a seguito degli eventi tragici accaduti a Prato il 1o dicembre 2013 in cui hanno perso la vita 7 lavoratori di nazionalità cinese e numerose altre situazioni analoghe che, si ripetono quotidianamente nel nostro Paese, appare prioritario un intervento volto a tutelare la sicurezza dei lavoratori e altresì una riorganizzazione dei servizi ispettivi in materia di lavoro e previdenza;
l’articolo 10 del decreto legislativo n. 124 del 2004 secondo cui si prevede l’obbligo per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di istituire una banca-dati telematica con le informazioni relative ai datori di lavoro che hanno avuto ispezioni in materia di lavoro e previdenza appare tuttora inapplicato;

Tragedia di Prato – Intervento in Aula

Durante la seduta di oggi all’ordine del giorno: “Informativa urgente del Governo sul tragico incendio verificatosi in una fabbrica di Prato che ha causato la morte di sette lavoratori di nazionalità cinese”.

Questo il mio intervento in Aula:

Qui lo Stenografico dell’intervento:
Grazie, Presidente.
Prato: una strage annunciata, così come lo è la classica maratona dell’ipocrisia, dichiarazioni su dichiarazioni, ma nessuno che si assuma un minimo di responsabilità.
  Dall’interno del capannone dormitorio vengono estratti sette corpi di lavoratori di origine cinese, che stavano riposando su un soppalco abusivo insieme ad altri operai orientali sorpresi dalle fiamme. Prato, un tempo splendente punto di riferimento delle aziende tessili, nel giro di vent’anni ha visto proliferare una miriade di laboratori, dove la manodopera cinese opera in situazioni inaccettabili dal punto di vista dei diritti umani e della sicurezza.
  A Prato non esistono più regole. Lo stesso pubblico ministero Tony dice: «La maggior parte delle aziende sono organizzate così, è il Far West». Se vogliamo impedire che ci siano altre tragedie come quella di Prato, allora cominciamo con l’ammettere che quella tragedia è l’effetto di un’economia malata, ormai lasciata alla sbando e totalmente incurante dei diritti fondamentali degli uomini, cinesi o italiani che siano. Il tutto di fronte ad una classe politica cieca, sorda e muta, quindi complice.
  Ultimamente sempre più spesso si sentono politici parlare in difesa del made in Italy, o di quel che ne resta. Oramai sempre più aziende italiane chiudono o delocalizzano per provare a sopravvivere, aumentando una disoccupazione già alle stelle. Ricordo che il Governo si era impegnato a ridurre il costo del lavoro e il cuneo fiscale nella legge di stabilità. E allora facciamo un atto di coraggio, non una misura fantasma che non beneficerà realmente nessuno. Ed oltre a ricordare, giustamente, i sette lavoratori di origine cinese morti per il profitto di qualche multinazionale, ricordiamo anche quegli imprenditori italiani che si sono tolti la vita perché stretti in una morsa di tasse, di cuneo fiscale e di costo del lavoro ormai insostenibile.
  Veloci, non tutte,

Basta Morti per lo Spettacolo [Risoluzione]

Qualche giorno fa ho presentato una Risoluzione in Commissione  per porre l’attenzione sugli incidenti e le morti che avvengono durante gli spettacoli Live, chiedendo un impegno del Governo per assumere iniziative volte alla tutela e alla salvaguardia dei lavoratori che operano in questo settore.

Risoluzione in Commissione 7/00098

La XI Commissione,
premesso che:
il 12 dicembre 2011 a Trieste perdeva la vita il 20enne Francesco Pinna, studente impegnato nell’allestimento del palcoscenico per lo show dell’artista Jovanotti;
il 5 marzo 2012 Matteo Armellini, perdeva la vita a Reggio Calabria durante l’allestimento del palcoscenico per il concerto dell’artista Laura Pausini a seguito di un cedimento strutturale della struttura reticolare;
a un anno e mezzo dalla morte di Matteo Armellini si consumava l’ennesima tragedia durante lo smontaggio della struttura di palco allestita per il concerto dei «Kiss», vittima un altro lavoratore: Khaled Farouk Abdel Hamid;
tali tragici eventi, semmai ce ne fosse bisogno, confermano come i lavoratori del settore operino in condizioni di elevato rischio, amplificato, sovente, dalla mancanza di revisione dei materiali assemblati e da un’organizzazione dei cantieri basata più sulla consuetudine che sulle regole e il rispetto delle leggi;