“Azzollini. Quello della casa di cura Divina Provvidenza. Eh, l’hanno salvato, sempre gli stessi, sempre il PD”. Ero al bar a prendere un caffè ed accanto a me c’era un addetto alla manutenzione stradale in pausa pranzo che parlava al telefono, stanco, ma gli tocca lavorare anche se fuori ci sono 35 gradi, con l’asfalto rovente.

Ci ho scambiato qualche battuta, è un padre di famiglia, guadagna 1300€ al mese e il suo lavoro lo deve fare comunque, in giornate calde come questa o in giornate di pioggia. Mi diceva “Ho un figlio di 6 anni, come posso spiegare a mio figlio che la Procura ha chiesto l’arresto di un Senatore e la politica, invece di acconsentire a procedere, ha bloccato tutto? La politica, quella che dovrebbe avere la mia fiducia, quella che dovrebbe pensare ai giovani, quella che dovrebbe garantire delle opportunità a chi, come mio figlio, ha tutta una vita da vivere, a chi ogni giorno si impegna per far andare avanti la propria azienda, a chi paga le tasse regolarmente, a chi vorrebbe fare tanto ma lo Stato gli taglia le gambe, ecc. Quella politica oggi ci ha voltato le spalle per l’ennesima volta. Ha salvato un delinquente, si salvano a vicenda. Come faccio a spiegarlo a mio figlio?.

Queste parole mi sono rimaste impresse.

Facciamo un passo indietro: cosa è successo ad Azzollini?

Coinvolto nello scandalo per il crack dell’ospedale psichiatrico Divina Provvidenza di Bisceglie, gestito da suore, viene rinviato a giudizio per “associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta”.

Il 10 giugno la Procura di Trani chiede l’arresto ai domiciliari nei confronti del senatore Antonio Azzollini di Ncd, la Giunta per le Autorizzazioni a procedere vota Sì per far votare la richiesta al Senato (quindi c’era già stata una maggioranza di parlamentari del PD che non hanno bloccato la richiesta di arresto) per poi capovolgere tutto nell’aula del Senato questa mattina: col voto segreto il Senato vota NO all’arresto di Azzollini.

189 no – 96 sì – 17 astenuti

Azzollini è salvo. La politica si antepone alla Giustizia. Vallo a spiegare…

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