Questa mattina abbiamo discusso in Commissione l‘interrogazione che avevo presentato il 25/06/2013 riguardante l’annosa questione di 1726 esuberi dichiarati dal Gruppo Natuzzi.

Commissione XI Lavoro Camera Deputati - Interrogazione Natuzzi Divani&Divani

Questa la risposta di questa mattina:

Interrogazione n. 5-00426 Baldassarre: Continuità produttiva e riqualificazione degli stabilimenti italiani del gruppo Natuzzi

TESTO DELLA RISPOSTA

Nel quadro generale del distretto produttivo del mobile imbottito, che vive un periodo di crisi industriale e occupazionale, principalmente dovuto alla forte concorrenza sul mercato internazionale, si sono attuate alcune misure che sinteticamente descrivo.

Il Ministero dello sviluppo economico, la regione Puglia e la regione Basilicata, hanno stanziato complessivamente 101 milioni di euro per il rilancio e lo sviluppo industriale del settore del mobile imbottito della Murgia. L’impegno è stato formalizzato con un accordo di programma siglato il 13 marzo 2013, che ha come obiettivi:

la salvaguardia e consolidamento delle imprese operanti nel settore del mobile imbottito;

l’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali;

il reimpiego dei lavoratori espulsi dalla filiera produttiva.

Per il perseguimento di tali obiettivi, naturalmente, saranno attivati diversi strumenti.

Con riferimento agli interventi di competenza del Ministero dello sviluppo economico, si aggiunge che sono stati previsti:

incentivi per nuovi investimenti produttivi per sostenere le iniziative imprenditoriali in grado di contribuire al recupero e consolidamento delle attività industriali esistenti e/o alla creazione di nuove opportunità di sviluppo in grado di determinare un ritorno significativo in termini di prospettive di mercato e di addetti e che risultino funzionali allo sviluppo dell’intera area (DGIAI – Invitalia – Contratti di Sviluppo) – dotazione finanziaria euro 20.000.000,00.

aiuti per progetti di riqualificazione produttiva e innovazione, incentivi all’innovazione per incrementare la competitività delle imprese del Distretto attraverso programmi di sviluppo sperimentale e non preponderante 46/82) – dotazione finanziaria euro ricerca industriale (DGIAI – Legge n. 20.000.000,00.

Inoltre, al fine di creare le migliori condizioni di contesto relativamente all’accesso al credito, all’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro e della concessione delle autorizzazioni per l’insediamento delle imprese è previsto l’avvio di tavoli di concertazione con le rappresentanze nazionali e locali del sistema bancario, con le rappresentanze nazionali e locali dei sindacati e delle associazioni datoriali, con i comuni e le ASI del territorio di riferimento.

In particolare, per la situazione del Gruppo NATUZZI, che pur  registrando un aumento del 3,4 per cento (+5,1 per cento in volumi) delle vendite nette del salotto rispetto al primo trimestre 2012 (risultati consolidati relativi al primo trimestre del 2013), sta attraversando da anni una fase particolarmente critica, con livelli di attività nettamente inferiori alla capacità industriale, il Ministero dello sviluppo economico ha tenuto, il 5 luglio, un “tavolo di confronto “per esaminare l’attuale situazione di crisi del citato Gruppo e valutare di conseguenza gli eventuali interventi.

All’incontro, a cui ho partecipato,  erano presenti i rappresentanti delle Istituzioni territoriali (Regione Puglia e Basilicata), i rappresentanti dell’Azienda, i rappresentanti di Confindustria Bari, le 00.SS. Nazionali e territoriali

Nel corso dell’incontro l’Azienda ha illustrato il Piano di salvaguardia del Polo Italia nell’ambito del quale sono stati descritti gli assetti organizzativi e industriali, di sviluppo commerciale 2014 – 2018 nonché gli scenari occupazionali conseguenti.

Si è  preso atto di quanto illustrato dall’Azienda nonché della conferma da parte della stessa dell’avvio della procedura di mobilità per numero 1726 unità e si è  espressa forte preoccupazione per le conseguenze produttive e occupazionali che ricadranno su un territorio già fortemente interessato da crisi economica, a seguito di questa decisione.

Il Governo, comprendendo le richieste avanzate dalle OO. SS. e dalle istituzioni territoriali ha, pertanto, richiesto formalmente all’Azienda di sospendere la procedura di mobilità avviata e di attivare un confronto con le parti sociali e le Istituzioni sul Piano Industriale.

Dopo ampia discussione le Parti tutte, fatte salve le posizioni rispettivamente illustrate nel corso dell’incontro, hanno aderito alla richiesta avanzata in conclusione dal Governo di sospendere e differire i termini della citata procedura in modo da consentire un confronto in armonia con i termini e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali in essere.

Si è, infine, proposto l’istituzione di un Gruppo Tecnico composto dai rappresentanti dell’Azienda, delle 00.SS delle Istituzioni territoriali e del Governo che si occuperà di valutare tale Piano Industriale. Il primo incontro del Gruppo Tecnico è fissato per lunedì 15 luglio 2013 presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, relativamente al medesimo Gruppo NATUZZI, comunica, che in data 22 settembre 2011, la suddetta società e le parti sociali hanno siglato un verbale di accordo relativo alla richiesta di cassa integrazione per la riorganizzazione aziendale.

L’accordo prevede l’utilizzo degli ammortizzatori sociali nel corso del biennio che va dal 16 ottobre 2011 al 15 ottobre 2013, per un numero massimo di 2858 lavoratori in forza presso le unità organizzative e produttive che insistono nelle province di Bari, Matera, Taranto ed Udine, e a fronte di un piano di investimenti di 50 milioni di euro.

Ritengo che si possa essere fiduciosi sulla possibilità di imprimere una svolta a questa pesante crisi produttiva che si trascina da anni, per il senso di responsabilità espresso, da entrambe le parti che, anche di fronte alle gravi difficoltà della situazione, hanno accettato la su detta proposta del Governo, che non è quella di chiedere la revoca della procedura di mobilità, ma è quella di una sospensione del provvedimento per permettere un confronto sereno e approfondito sul piano industriale che l’azienda è invitata a presentare, nella consapevolezza che la crisi dell’azienda richiede una discontinuità rispetto all’evoluzione riscontrata negli ultimi anni. Al tempo stesso, si apprezza l’atteggiamento dei lavoratori che, pur di garantire un futuro produttivo all’impianto e a quanti vi sono impiegati, si sono dichiarati disponibili al negoziato.

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