Il convegno ‘Gioco legale in Italia: dialogo tra imprese, parti sociali e regolatore’ ha dato il via ad una sorta di tavolo permanente nel quale siamo riusciti ad avviare una collaborazione basata su un confronto onesto e oggettivo tra le istituzioni e tutti gli stakeholders. Sono contento di essere riuscito a mettere insieme, per la prima volta, tutte le associazioni del settore. Grazie agli interventi di Raffaele Curcio (Sapar), Lorenzo Verona (As.tro), Stefano Baduini (Acadi) e Benedetto Palese (Agcai) ho raccolto preziose indicazioni sulle visioni delle varie associazioni di settore e mi impegnerò a realizzare una sintesi organica, che parta dai punti di vista in comune espressi, al fine di dare continuità al percorso intrapreso con il convegno. In quest’ottica è stato prezioso l’intervento del generale Screpanti della Guardia di Finanza sulla materia antiriciclaggio: è innegabile che ci siano elementi di pericolosità specifica e li si può disinnescare solo attraverso una maggiore collaborazione tra chi opera nel settore.


Durante il convegno si è affermato con forza un principio che può risultare banale, ma non lo è: bisogna educare ad un gioco corretto, per evitare che sfoci nella dipendenza. Per raggiungere questo obiettivo sarà essenziale l’ausilio di tutti gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Avrei voluto che nei panel si affrontasse con maggior attenzione anche l’impatto sociale grazie al contributo dell’Osservatorio per il contrasto e la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave del Ministero della Salute, più volte invitato a prendere parte al convegno senza alcun riscontro. Cercherò nuovamente di coinvolgere l’Osservatorio perché ritengo sia un interlocutore fondamentale per il futuro del percorso avviato.
Per quanto concerne l’aspetto normativo la situazione ha delle criticità che vanno superate al più presto. La giungla di leggi regionali messe in piedi negli ultimi anni lede la sicurezza degli investimenti delle imprese che avrebbero bisogno di un quadro normativo chiaro, a livello nazionale, con dei paletti ben definiti entro i quali possono operare gli enti locali. Il rischio, come sottolineato anche dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta in merito al caso del Piemonte, è che si rischi che la Corte dei Conti attivi un’accusa di danno erariale nei confronti delle Regioni che adottano provvedimenti contra legem. È necessario dunque che la politica, a tutti i livelli, non legiferi con norme random e a breve termine senza valutare correttamente le conseguenze. Altrimenti si prospetta una gara al proibizionismo il cui unico risultato concreto è far guadagnare e pascere le organizzazioni criminali.

Di seguito il video del convegno:

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