Sono trascorsi esattamente 70 anni da quando le truppe sovietiche scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Quel 27 gennaio 1945 il mondo intero fu costretto a fare i conti con la propria coscienza e scoprì quanto era buio e tremendo l’incubo in cui milioni di persone erano precipitate.

La nostra generazione ha appreso sui banchi di scuola, dai libri e dalle preziose testimonianze dei sopravvissuti quanto dolorosa sia stata quella pagina della storia umana che ha visto la negazione del diritto all’esistenza di un popolo intero e il colpevole silenzio imposto da scellerate alleanze.

Primo Levi scriveva: “[I nazisti e i fascisti] Hanno dimostrato per tutti i secoli a venire quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciano latenti nell’uomo dopo millenni di vita civile, e questa è opera demoniaca”.



Il Giorno della memoria impone a tutti di vigilare contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione. Ricordare quanto la dignità umana fosse stata calpestata e ridotta a brandelli è un imperativo morale che ognuno di noi deve avvertire come necessità, un atto di consapevolezza che unisce tra loro le persone, per costruire una coscienza basata sugli insegnamenti ed errori del passato. La mostruosità inconcepibile delle leggi razziali, dell’annientamento, dell’olocausto del popolo ebraico e poi il martirio di oppositori politici antifascisti, prigionieri di guerra, sinti, rom, gruppi religiosi, omosessuali e disabili.

Il periodo storico in cui viviamo ci impone la necessità di tenere alta la guardia, di vigilare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo, contro il crescente antisemitismo annidato nelle pieghe della minaccia fondamentalista e soprattutto educare i giovani a non rimanere mai più indifferenti.

Personalmente, come padre e come uomo delle istituzioni, farò il possibile affinché mia figlia cresca con la consapevolezza che il rispetto e la tolleranza siano pilastri inamovibili sui quali possa costruire il suo essere cittadina italiana, europea e del mondo. Questo è l’esempio che dobbiamo dare alle nuove generazioni. Ognuno di noi ha l’obbligo morale di agire contro il male dell’indifferenza, nella scuola, nella società, nella politica perché resti sempre memoria di ciò che è stato e perché questo non si ripeta mai più.

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