La frase più pericolosa di tutto il decalogo casaleggiano sulle candidature a Roma, più della multa da 150.000€ o dell’inutilità voluta dell’eventuale sindaco-marionetta grillino (altro aspetto gravissimo), è la seguente: <<il M5S subirà un grave danno alla propria immagine>>, usata come motivazione per far accettare qualsiasi porcata ai propri seguaci.
Stesso motivo per cui hanno fatto fuori il sindaco di Quarto. Non per violazione di qualche regola, non per aver commesso qualche reato, non per aver tradito la base, ma semplicemente perché questa storia avrebbe potuto creare un danno al marchio. Con quell’ordine di dimissioni, chi scrive a nome di Grillo ha di fatto ignorato ed invalidato il voto di migliaia di persone; il messaggio che ha voluto dare è stato “la mia parola conta più del vostro voto e dell’amministrazione del vostro Comune, del quale non me ne frega assolutamente nulla se ora tornerà nelle mani della camorra”.

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Il marchio, il brand, il logo. È più importante l’immagine verso l’esterno che i contenuti, il rispetto della Costituzione, il rispetto delle cariche e dei propri eletti, il rispetto della propria base (svuotata della possibilità di fare una seria autocritica interna), il rispetto sopratutto dei voti ottenuti, quindi dell’essenza stessa della democrazia (che si attua appunto attraverso il voto libero e democratico).
È una deriva pericolosissima, giustificata verso l’esterno come “antivirus contro la corruzione dei partiti” (cosa che avrebbe un senso se facesse parte di un processo veramente democratico e non portata avanti come fanno a Pyongyang).

Solo che queste scelte stanno creando un paradosso, forse voluto (?), regalando l’ennesima vittoria a Matteo Renzi, in Parlamento, a Roma, a Milano, ecc.

Basti pensare alla triste farsa sulle unioni civili, dove un movimento, da sempre vicino ai diritti di una delle tante parti inascoltate dalla politica degli ultimi anni, ha improvvisamente deciso di cambiare strategia, tradendo la fiducia e le speranze dei cittadini con i quali erano stati presi degli impegni, per dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte, per non scontentare gli amici di Bagnasco. Dimostrando, ancora una volta, che quando c’è da assumersi delle responsabilità è più facile scappare, in modo da evitare di essere incisivi, in modo da evitare di fare Politica. Ovviamente il teatrino sulle unioni civili regalerà la vittoria politica nella mani del PD, dato che la legge non passerà senza l’appoggio in toto dei cuor di leone grillini. Renzi ringrazia. Alfano ringrazia. Verdini continuerà ad essere decisivo. Gli italiani continueranno a chiedersi chi riempirà quel grande vuoto presente nella scena politica.

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