Il primo ottobre 2013 ho depositato una interrogazione parlamentare denunciando la grave crisi che stava colpendo la C.I.L. di Livorno.

La C.I.L. è un’azienda che ha per oggetto la produzione, la lavorazione di porcellane, ceramiche e materiali isolanti in genere, nata dalle ceneri del ramo «ceramiche industriali» della ex Richard Ginori.

CIL Livorno M5S

Grazie agli attivisti di Livorno depositammo l’interrogazione e pubblicai un articolo: Situazione C.I.L. Livorno – Interrogazione in Commissione.

A distanza di 7 mesi abbiamo avuto una risposta in commissione da parte del Ministero dello sviluppo economico:

Facendo riferimento a quanto richiesto dagli on.li interroganti rappresento quanto segue.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha sempre sostenuto che l’indicazione di origine obbligatoria sia un tema cruciale per la sicurezza dei prodotti e per il corretto funzionamento del mercato interno andando a colmare un vuoto legislativo a livello europeo. Infatti, l’indicazione del Paese di origine contribuisce a:

  • migliorare la tracciabilità del prodotto a beneficio delle autorità di sorveglianza del mercato;
  • rafforzare la fiducia dei consumatori nei confronti del mercato interno;
  • favorire il contrasto alle false indicazioni di origine;
  • rafforzare la competitività delle produzioni europee;
  • stabilire regole condivise e parità di condizioni tra gli operatori economici europei e non europei (level playing field), nel rispetto degli accordi WTO.

La stessa tracciabilità del prodotto nella catena di fornitura è un aspetto fondamentale del Regolamento sulla sicurezza. In ragione della complessità crescente della distribuzione delle produzioni nell’economia globalizzata nonchè per le crescenti importazioni dai Paesi emergenti, risulta urgente la messa in atto di meccanismi efficaci di tracciabilità di origine per poter garantire l’effettiva sicurezza dei prodotti.

L’indicazione di origine facilita, infatti, l’identificazione del luogo effettivo di produzione in tutti quei casi in cui non è possibile rintracciare tale informazione (o perchè il fabbricante non è contattabile o perchè l’informazione non è reperibile – per esempio a causa dell’assenza della confezione del prodotto). Si tratta, inoltre, di un’informazione complementare a beneficio delle autorità di vigilanza del mercato che potranno rafforzare la loro azione attraverso la cooperazione con le autorità del paese di origine nel quadro della cooperazione bilaterale o multilaterale, anche utilizzando il sistema Rapex sull’esempio del Rapex China project). I consumatori, grazie all’indicazione di origine, potranno beneficiare di un’informazione che ne rafforzerebbe la fiducia: sia per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti, che per quanto riguarda la trasparenza del mercato.

La stessa “indicazione di origine” riveste, pertanto una valenza economica per la competitività dei prodotti europei che saranno chiaramente identificabili sui mercati – sia interni che esterni – e potranno essere scelti più agevolmente dai consumatori. Tale valenza è rafforzata dal fatto che l’indicazione di origine favorisce anche il contrasto alle false indicazioni di origine sui prodotti – fenomeno che colpisce duramente le produzioni europee e in particolare alcuni settori manifatturieri – attraverso controlli più stringenti legati alla verifica delle disposizioni normative e basati su un quadro legislativo chiaro e comune a tutti gli Stati membri.

Per tali motivi il Mise per quanto riguarda, la tutela del made in italy, settore della ceramica compreso, ha proposto di inserire, all’articolo 7 della proposta di Regolamento sulla sicurezza dei prodotti di consumo, un obbligo di indicazione di origine (cd. Made in) per tutti i prodotti. La proposta di Regolamento è stata approvata, in prima lettura il 15 aprile scorso dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulla sicurezza dei prodotti di consumo. Con tale proposta di regolamento si abroga la direttiva 87/357/CEE del Consiglio e la direttiva 2001/95/CE, il cui art.7 mira a disciplinare l’obbligo dell’indicazione di origine dei prodotti.

Come noto, la disposizione in parola recepisce la posizione a favore dell’indicazione di origine obbligatoria sui prodotti non alimentari (cd. Made in) a livello europeo, che il Governo italiano ha sempre sostenuto.

La citata proposta tornerà ora al Consiglio per l’approvazione definitiva e, il dossier rientrerà tra i temi di interesse primario del Governo italiano nel Semestre di Presidenza italiana dell’UE.

Con riferimento alla competitività delle produzioni europee, occorre sottolineare che nelle legislazioni di diversi partner dell’Unione europea – che rappresentano grandi mercati per i prodotti europei (es. USA, Cina, Giappone e altri) – l’indicazione di origine è obbligatoria. Pertanto, l’introduzione dell’indicazione di origine all’interno del citato Regolamento porrà l’Unione in linea con i modelli commerciali internazionali. In tal modo, verrà stabilita la parità di condizioni per gli operatori economici in un regime di reciprocità e verrà favorita una concorrenza basata su regole comuni (level playing field). La previsione di medesimi obblighi di indicazione di origine per i prodotti UE ed extra UE evidenzia la natura non protezionistica dell’articolo 7, rendendolo compatibile con le regole del WTO.

Infine nello specifico delle problematiche evidenziate sulla società Insulator Livorno, S.R.L. il Ministero dello Sviluppo Economico assicura la propria disponibilità a convocare un tavolo di confronto, ove richiesto dalle parti e con il quale si potrà contribuire alla risoluzione delle questioni sollevate, incluso il mancato coinvolgimento di Terna.

 

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