Da mesi intorno alla legge elettorale se ne sentono di tutti i colori.

Renzi la utilizza come l’ennesimo strumento di ricatto per far prevalere la propria autorità rispetto ai big del PD.
Forza Italia che prima permette la sua approvazione al Senato (finché era in vita il Patto del Nazareno), per poi vedere alla Camera un Brunetta pronto a tutto pur di non far passare l’Italicum (con l’intoccabile Bianconi di sottofondo, ex tesoriere del partito di Berlusconi, che gli da del ridicolo e ipocrita).
I piccoli partiti come Sel, Ncd, Scelta Civica e Fratelli d’Italia segretamente contentissimi della soglia del 3% per le liste, in modo da assicurarsi la presenza anche nella prossima legislatura.
La Lega Nord che spera nel ballottaggio contro il PD.
E poi veniamo al pezzo forte: tutti quei partiti che volevano le preferenze ma che, AVENDO PROBLEMI CON I DISSIDENTI INTERNI (per gli amici “concetto distorto di democrazia interna”), non disdegnano l’idea di avere il capolista bloccato nei colleggi. In questa cerchia di ipocrisia ci finiscono Forza Italia (anche se ormai sono pronti alla scissione interna per creare un polo al centro di moderati), il Partito Democratico che spazzerà via i vari Fassina, Bersani, Cuperlo, Civati ed altri, e poi, ultimo ma non ultimo, il Movimento 5 Stelle, che in fatto di dissidenti interni (o persone pensanti) e di attuazione di democrazia interna non sanno da che parte farsi. Con i capolista bloccati il caro buon vecchio capellone potrà piazzare i fedelissimi nei posti chiave, per ritrovarsi nella prossima legislatura un esercito di soldatini senzienti che non si azzarderanno ad alzare lo sguardo.

Katskhi-Georgia

E qui veniamo a ciò che è successo in aula durante il voto finale all’Italicum: le opposizioni, tranne Alternativa Libera che comunque ha votato NO, escono dall’aula durante il voto. Perché? Semplice: per permettere che la legge passi.
Facciamo due conti: la legge è stata approvata con 334 voti favorevoli e 61 voti contrari. Se le opposizioni fossero rimaste in aula e avessero votato tutte contro, insieme alla minoranza del PD, ci sarebbe stato il rischio di BOCCIARE la legge elettorale, il Governo si sarebbe sciolto e il Presidente Mattarella avrebbe deciso se tornare ad elezioni con la legge elettorale della Consulta, cosa che non vuole nessuno, le opposizioni in primis.

Un altro rischio che correvano le opposizioni era quello di restare in aula a votare e ritrovarsi spaccarti, per via del voto segreto, tra chi voleva veramente impedire che l’Italicum passasse e chi, tenendosi la poltrona stretta sotto le chiappe, avrebbe votato in dissenso dal gruppo, in segreto…

Questa è l’ipocrisia delle opposizioni che ci troviamo in Parlamento: vi fanno credere di essere contrari ma sotto sotto tifano TUTTI per questa legge elettorale.
#SONOTUTTIUGUALI

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