Il Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) questa volta l’ha combita grossa…
Miur e Startup
Si stanziano 30 milioni al fine di “accrescere la capacità di produrre e utilizzare ricerca e innovazione di eccellenza in modo da assicurare uno sviluppo duraturo e sostenibile dei territori al fine di renderli maggiormente competitivi e attrattivi” e poi si fa di tutto per complicare le procedure con richiesta assurde, mai  scritte da nessuna parte, tantomeno nel bando iniziale.
Come la risolviamo questa situazione?
Sempre attenti alle dinamiche delle Startup abbiamo subito denunciato l’accaduto e chiesto chiarimenti attraverso una interrogazione al Ministro in cui chiediamo:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti suddetti e, per quanto di propria competenza, non ritengano opportuno porre la propria attenzione e intervenire, sulla problematica su descritta, al fine di scongiurare la perdita dei finanziamenti e la rinuncia di molte startup che avevano legittimamente partecipato al bando e erano risultate vincitrici;
quali interventi i Ministri interrogati, per quanto di propria competenza, intendano assumere, per definire in maniera univoca, una coerente strategia in completa sinergia con il mondo delle startup e dell’innovazione, con particolare riguardo alle tempistiche e alla semplificazione, che possa permettere alle idee di svilupparsi e non diventare obsolete nell’attesa delle criticità burocratiche che spesso emergono.
Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Per sapere – premesso che:
il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha indetto un bando per le startup, pubblicato il 13 marzo 2013 con D.D 436, con lo scopo di «accrescere la capacità di produrre e utilizzare ricerca e innovazione di eccellenza in modo da assicurare uno sviluppo duraturo e sostenibile dei territori al fine di renderli maggiormente competitivi e attrattivi»;
lo stanziamento previsto dal bando ammonta a 30 milioni di euro – provenienti dal programma operativo nazionale ricerca e competitività 2007/2013 – e coinvolge 4 regioni (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) su 4 linee di intervento: Big Data (8 milioni di euro), cultura e impatto aumentato (14 milioni di euro), Social Innovation (7 milioni di euro) e Contamination Lab (1 milione di euro);
il 12 novembre 2013 è uscita la graduatoria dei progetti innovativi vincitori;
il 24 luglio 2013 è stata fatta richiesta di ulteriore documentazione – non prevista dal bando iniziale – alle startup vincenti, inerente i bilanci e la sostenibilità finanziaria aziendale;
il 7 gennaio 2014 alle startup vincenti è stato chiesto di ricapitalizzare versando nuovo capitale al fine di poter beneficiare del finanziamento del bando suddetto;
a parere dell’interrogante emergono numerose criticità da una richiesta di tale natura in quanto il mondo delle startup avrebbe necessità di rapidità e semplificazione mentre la richiesta di ricapitalizzazione allunga le tempistiche rendendo le idee innovative ormai obsolete e in molti casi obbliga alla rinuncia del finanziamento da parte della startup vincitrice non avendo potuto fare una valutazione in tal senso ed essendo la richiesta stessa fatta in maniera poco trasparente non sussistendo tale previsione sulle linee guida del bando pubblicato;
in alcuni casi emerge che la ricapitalizzazione richiesta sarebbe maggiore del finanziamento che si andrebbe a ricevere, rendendo il bando per le startup, non certo a sostegno dell’innovazione nel sud –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti suddetti e, per quanto di propria competenza, non ritengano opportuno porre la propria attenzione e intervenire, sulla problematica su descritta, al fine di scongiurare la perdita dei finanziamenti e la rinuncia di molte startup che avevano legittimamente partecipato al bando e erano risultate vincitrici;
quali interventi i Ministri interrogati, per quanto di propria competenza, intendano assumere, per definire in maniera univoca, una coerente strategia in completa sinergia con il mondo delle startup e dell’innovazione, con particolare riguardo alle tempistiche e alla semplificazione, che possa permettere alle idee di svilupparsi e non diventare obsolete nell’attesa delle criticità burocratiche che spesso emergono. (4-03240)

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