Serve un progetto per contrastare l’odio sui social

Sicuramente quello dell’odio sui social non è un problema da sottovalutare ma la cosa andrebbe analizzata meno superficialmente cara Boldrini.
odio-socialNon serve a nulla scrivere a Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook. Anzi, semmai quello è proprio l’ultimo tassello del puzzle, ma che ti dà più visibilità: la Presidente della Camera dei Deputati, terza carica dello Stato, scrive al creatore di Facebook contro l’odio dilagante sui social. Bel titolo. Diverso sarebbe stato creare un percorso culturale, sfruttando uno strumento quale Facebook che collega insieme 2 miliardi di persone in tutto il mondo, per arrivare direttamente agli utenti dei social. Questo magari avrebbe portato meno like ma avrebbe avuto più senso.

Dobbiamo capire perché si manifesta quell’odio, da cosa è provocato. Sicuramente dalla situazione di sofferenza generale degli italiani, provocata dai partiti che hanno governato negli ultimi anni, con l’indiretto compiacimento di quei partiti populisti di opposizione che spingono il popolo ad essere più incazzato per poi passare all’incasso dei voti in campagna elettorale. Stesso discorso vale anche per alcuni giornali, cosa sempre più evidente, con la differenza che al posto dei voti interessano le copie cartacee vendute o i lettori online. Infatti nella classifica della libertà di stampa l’Italia continua a scendere: dal 49° posto nel 2013, al 73° nel 2015 al 77° nel 2016. Ed è curioso il rapporto informazione/populismo: più il nostro Paese sprofonda nella classifica e più i partiti populisti acquisiscono consenso.

Ora due domande.

Qual è il messaggio che dà la politica e che porta all’odio?
Per rispondere a questa domanda prendo d’esempio quello che accade in questi giorni. La legislatura è in bilico sui capricci di Renzi, il dibattito politico è fermo al congresso del Partito Democratico o alle fake-news che il 5s prima mette in atto contro gli avversari per poi piangere quando invece subisce o a chi sarà il leader del cdx tra Berlusconi e Salvini, il calendario parlamentare è in parte bloccato dall’instabilità politica. In un momento in cui la disoccupazione giovanile è ferma al 40%, dove un ragazzo si suicida stanco della precarizzazione del lavoro, dove un altro ragazzo si suicida per essere stato beccato dalla Guardia di Finanza con dieci grammi di hashish mentre la mafia regna incontrastata e fornisce di cocaina l’Italia bene, dove la parola meritocrazia è ormai fuori dal vocabolario e dove più di nove milioni di poveri hanno problemi o non riescono ad arrivare a fine mese. Beh cari Renzi, Salvini, Grillo, Berlusconi, Bersani, Di Maio, gli italiani dei vostri giochetti e problemi interni non sanno che farsene. Ecco perché monta l’odio.

Quindi veniamo alla seconda domanda: cosa fare invece di mandare letterine?
Bisogna iniziare un percorso culturale di rispetto reciproco, riscoprendo alcuni valori che nel tempo stiamo dimenticando. E si deve iniziare dalle scuole, con degli progetti mirati contro il bullismo, il sessismo, l’odio gratuito, ecc.. Sarà un percorso non proprio rapido ma sicuramente efficace.
Non serve tamponare il problema quando ormai è troppo tardi, impedendo di offendere tramite i social, perché tolto questo strumento l’odio si può manifestare comunque in tanti altri modi… e magari più pericolosi.

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