Si riparte!

Riprendo a scrivere sul mio blog per spiegare i motivi che mi hanno portato a fare questa scelta, ovvero uscire dal gruppo MoVimento 5 Stelle, e per chiarire alcuni punti, viste le illazioni strumentali e le accuse che ci vengono mosse.

Dissidenza

Cosa vuol dire essere “dissidente”. Beh, come si può vedere dalla mia scheda sul sito della Camera dei Deputati o su OpenParlamento, non sono mai andato contro il programma del M5S. Ho sempre votato in conformità con il resto del gruppo.
In Commissione Lavoro mi sono occupato principalmente della gestione dell’INPS (ho presentato una proposta di legge per la riforma della governance, ho denunciato irregolarità tramite atti di sindacato ispettivo fino ad ottenere le dimissioni di Antonio Mastrapasqua e successivamente quelle di Tiziano Treu, mi sono concentrato su alcuni appalti irregolari all’interno dell’istituto), di contributi silenti, dell’abolizione del contributo minimale INPS, di casse di previdenza e fondi pensione, di riforma delle pensioni, dei contratti flessibili, ma anche di temi più ampi come il rilancio del Mezzogiorno (con una mozione approvata in aula) e il corretto funzionamento della Banca del Mezzogiorno. Inoltre ho lavorato per un anno e mezzo alla stesura della proposta del Reddito di Cittadinanza (fino a quando Casaleggio non fece quella famosa telefonata: “cambiatela, così non mi piace”).
Di certo non si può dire che ero un lavativo o che passavo tutto il giorno su facebook (magari controllate meglio i vostri big).
Il M5S nasce dalla dissidenza verso un sistema politico che non rappresentava più l’interesse del cittadino; un sistema ormai divenuto autoreferenziale. La dissidenza consiste nel denunciare ciò che di sbagliato c’è all’interno di un apparato, gruppo, organo o movimento politico, così come facevano alcuni che via via sono stati epurati (in fondo fu proprio Beppe a dirmi “sono cazzate quelle che dici, all’interno del movimento va tutto bene”).
A Parma, in occasione della Giornata dello Statuto organizzata da Pizzarotti, dissi “Non si combatte il Partito Unico con il Pensiero Unico”.

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Soldi e poltrone

Ovviamente, come previsto, in moltissimi ci accusano che lo facciamo per soldi o per la poltrona. Come non dargli ragione, sopratutto dopo il video mandato in onda da Servizio Pubblico, un taglia e cuci imbastito alla perfezione dove Paola Pinna dice che Rizzetto si è venduto 10/15 deputati per un posto da sottosegretario! Poi non dimentichiamo il mitico Paolo Romano che la spara alta: ho visto un sms sul cellulare di un collega dove gli offrivano tanti soldi e una poltrona. La faccio breve: se io cerco di corromperti con soldi e una poltrona sicura ti mando un sms? Quindi lascio una prova scritta rintracciabile con un numero di telefono? Oculistaaaaaa!! Su questa vicenda abbiamo depositato un esposto alla Procura della Repubblica, ora ci penseranno i magistrati, proprio per far vedere che non abbiamo nulla da nascondere o da temere (se lo avessi fatto per i soldi sarei stato così scemo da restituire 60.000€ finora?).
Continueremo a tagliarci lo stipendio e a restituire la parte eccedente verso dei progetti che deciderà la collettività.
Resteremo opposizione, un’opposizione responsabile, che non si nasconderà dietro un No a prescindere, ma che avrà la forza di dialogare sulle proposte condivisibili (come doveva fare il M5S) e lavorerà per portarle avanti per il bene dei cittadini. Non c’è più tempo da perdere, gli italiani non ce la fanno più.
Sicuramente la situazione di crisi nella quale versa il nostro Paese è colpa dei partiti che erano presenti finora nelle istituzioni, però congelare il 25% dei voti e renderli inutili è stato un gravissimo errore. È stato brutto dover accettare il fatto che il M5S in Parlamento non conta niente. Grazie Beppe. Grazie Casaleggio.
E poi i traditori siamo noi…

Motivi e sfogo personale

Tempo fa un consigliere toscano mi chiese cosa stava accadendo dentro il M5S. Gli risposi così:
<<Io mi ero innamorato di un progetto iniziale, non starò a fare retorica sulla rivoluzione culturale, sulla democrazia partecipata e sullo slogan Ognuno vale uno. Quando mi sono avvicinato al m5s c’erano ed erano molto sentiti questi principi.
Solo che ora bisogna avere l’onesta intellettuale di ammettere che il progetto di rivoluzione culturale è stato totalmente sostituito da slogan ed offese (e questo lo vedete anche sul locale dove ondate di fan e gente che crede nella fede verso un logo hanno sostituito buona parte degli attivisti iniziali), la democrazia partecipata è stata sostituita da sondaggi dalle 10.00 alle 19.00 su temi che per essere sviscerati servirebbe una piattaforma seria di partecipazione, supporto da esperti dell’argomento e più tempo a disposizione; ognuno vale uno è stato sostituito da un direttorio, da vari capetti che a loro volta obbediscono ad una telefonata (vedi il caso Airola/Casaleggio vs Simeoni/Vacciano … E non ditemi che non è vero). Potrei dirne tante, dal fatto che per “convenienza politica” abbiamo fatto in Europa un’alleanza con un fascista nuclearista, quando poi questa convenienza politica non ci ha portato nulla di buono, neanche una vicepresidenza in qualche commissione, per non parlare del modo in cui quella votazione fu partecipata: erano settimane che sul blog apparivano post pro-Farage e contro i Verdi (non che impazzisca per i Verdi, ma sappiamo benissimo che avrebbero vinto loro se solo fossero stati messi in votazione)… Risultato: vota se il m5s deve coalizzarsi con la destra inutile, con la fantastica bellissima destra estremista di Farage o col nulla assoluto (ma noi siamo contro gli endorsement).
Parliamo delle continue espulsioni? Qui devo per forza ricordare quella di Massimo Artini. Nessuno avrebbe mai immaginato che Artini, dopo quanto ha sempre fatto sopratutto in supporto ai gruppi locali, venisse espulso in quel modo, senza neppure un passaggio in assemblea come scritto sul regolamento (chissà il senatore lombardo che gran soddisfazione).
Parliamo anche degli account di attivisti disabilitati da un giorno all’altro? Improvvisamente! Perché l’importante è partecipare.
Parliamo di quante settimane siamo stati in Toscana a mettere in piedi un sistema PARTECIPATO con tutti i meetup, per selezionare dei candidati per le regionali e di come all’improvviso ti trovi un post calato dall’alto con scritto “le regole per candidarsi sono queste”. Per la serie Prendete le vostre decisioni, il vostro lavoro, il vostro tempo, la vostra passione e infilateveli nel…, le regole sono queste, prendere o lasciare.
Parliamo del direttorio calato dall’alto e di quanto sbraitiamo per le preferenze? Come mai un listino bloccato? Come mai al nostro interno non valgono mai le regole che proponiamo fuori?>>

Non ho cambiato io le regole del gioco. Non potevo più andare avanti a prendere in giro chi credeva in noi, facendogli credere che con il M5S sarebbe cambiato tutto. Molte cose sono cambiate, sarei un falso a dire il contrario. Di proposte il M5S ne ha a centinaia, sia sul nazionale che nei comuni o nelle regioni. Quello che mi dispiace è vedere sempre denigrato chi si fa il mazzo sui territori, consiglieri ed attivisti. Quando sul blog si parla di Pizzarotti se ne parla in senso dispregiativo. Mai un post su ciò che di buono è riuscito a fare a Parma, forse di questo dobbiamo ringraziare Bugani, l’invidia è una brutta bestia.
Quante volte ci organizzavamo con banchini o incontri pubblici per parlare di temi e ci trovavamo a dover difendere l’ennesima cazzata detta da Beppe o sul blog sulla mafia, sull’immigrazione, sul caso Matteotti, ecc. Purtroppo eravamo i primi ad essere abili a nascondere i nostri temi, le nostre proposte.

Basta. Ringrazio Beppe, così come lui dovrebbe ringraziare chi negli anni ha contribuito a portare il M5S dal nulla al 25%, chi era a raccogliere le firme sotto la neve o la pioggia, chi si frugava in tasca per fare un volantino, chi si prendeva gli insulti senza avere la sua potenza mediatica per rispondere, chi condivideva i temi e i principi del M5S ma non i metodi del blog.

Io ho voglia di ripartire. Le porte sono aperte, non per uscire se non siete d’accordo con me ma per entrare e ricominciare da dove abbiamo lasciato.
Abbiamo accolto l’invito dei territori e dei consiglieri già fuoriusciti (da Percorso Comune a Linea Civica a tutte le altre realtà simili), alla Camera dei Deputati abbiamo dato vita ad Alternativa Libera.

Uniamo le forze, l’unico interesse è quello per il bene dei cittadini.

4 Comments

  1. Una cosa non mi è ben chiara….intendete rimettere le vostre decisioni agli elettori, oppure vi sentirete liberi, secondo la vostra coscienza di appoggiare il PD quando sarà a corto di numeri??? In che modo Alternativa Libera sarà lagata alla base??? Creerete un portale su cui noi cittadini potremo decidere come e cosa farvi votare??? Insomma ci sarà la democrazia partecipata oppure sarete liberi e felici come farfalle???

  2. C’è collaborazione con progetti come Airesis e Parelon? Verranno utilizzati?

    Più in generale, come pensate di gestire il rapporto con la cittadinanza attiva che vuole darsi da fare per darvi input?

  3. Parliamo anche di come i nuovi gruppi dissidenti hanno fregato in malomodo i meetup agli altri attivisti del M5S? Se questa è la vostra democrazia…Facile usare un Meetup e rinominarlo ex 5 stelle, usufruendo del rank di questi anni!

  4. Spiegazione ineccepibile e per certi condivisibile se non fosse che alla base del ragionamento manca un progetto politico (nuovo simbolo e gruppo per ripartire e per fare cosa?) ma soprattutto mancheranno gli stessi elementi di partecipazione e di coinvolgimento che lamenti si siano via via spenti nel M5S.
    Rimarrete un gruppo autoreferenziale e verrete cannibalizzati dal sistema e la vostra capacità di incidere politicamente sul solco delle proposte del M5S e nel segno del rinnovamento sarà pari a zero.
    Avete fatto il gioco di chi in teoria era il demone da mandare a casa.

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