Questo il discorso che abbiamo presentato oggi in aula per ricordare le vittime dell’incidente ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009:

Qualche giorno fa, il 29 Giugno, a Viareggio, si commemorava il quarto anniversario della strage ferroviaria del 2009, in cui persero la vita ben 33 persone a causa di una sequenza di esplosioni di gas gpl fuoriuscito da una cisterna trasportata da un convoglio deragliato nella stazione di Viareggio.

Dopo 4 anni, in questi giorni, è ancora in corso l’udienza del gup che vede coinvolti 32 imputati.

A quanto pare la causa dell’incidente sarebbe da attribuire al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro-cisterna che trasportava il GPL. Questa modalità di rottura è tipica degli assili ferroviari e per prevenirla sono previste stringenti procedure cicliche di controllo, che nel caso specifico non sarebbero state rispettate.

E quindi con tristezza e rabbia notiamo come ancora una volta è la mancanza di Sicurezza sul Lavoro a causare altre morti. Sicurezza sul Lavoro che in Italia non è sicuramente la priorità di questo Governo, come vedremo anche nel Decreto del Fare.

Tra gli indagati spicca il nome di Mauro Moretti, nominato “Cavaliere della Repubblica” dal Presidente Giorgio Napolitano.

Moretti, attualmente amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, non ha perso il posto di lavoro e riceve circa 870 mila euro annui, più di 70 mila euro al mese.

Questo non ha impedito all’illustre imputato di licenziare Riccardo Antonini, un dipendente delle Ferrovie dello Stato che si è permesso di prestare gratuitamente consulenza ai familiari delle vittime della strage (in questo strano Paese se un cittadino cerca di fare la sua parte per aiutare a fare giustizia viene ricattato col posto di lavoro).

La determinazione dei familiari delle vittime ha reso possibile la nascita di una grande associazione a tutela di tutti i familiari delle vittime dei casi Tyssen, MobyPrince, Eternit, Linate, L’Aquila, San Giuliano di Puglia.

Il Movimento 5 Stelle si stringe in un abbraccio alla cittadinanza e i familiari, con un obiettivo comune: AVERE GIUSTIZIA!

In questo momento c’è bisogno di vicinanza e solidarietà da parte delle Istituzioni, ora più che mai, in quanto siamo nel bel mezzo di una lunga e dolorosa udienza preliminare, dove i familiari delle vittime sono costretti ad ascoltare vergognose assurdità che offendono le 33 vittime.

Il tempo trascorre inesorabile, ma NOI TUTTI vogliamo solo la verità, giustizia e sicurezza, affinché tutto questo non accada mai più, a nessuno!

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