La decisione del Consiglio dei Ministri di ignorare la richiesta di ElectionDay‬ ed anticipare al 17 aprile il Referendum‬ contro le trivellazioni in mare ci fa capire che per l’ennesima volta la volontà popolare non ha nessuna importanza.

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  1. Un referendum tra appena 2 mesi difficilmente raggiungerà il quorum necessario. Difficilmente avrà speranze di passare. Questo per lo meno è ciò in cui spera il Governo, che nel 2016 punta ancora sul petrolio e sulle fonti fossili.
  2. Con l’ElectionDay lo Stato avrebbe risparmiato ben 300 milioni di euro. Si preferisce sprecare queste preziose risorse piuttosto che far decidere agli italiani tramite una consultazione popolare.
  3. Non solo si continua ad ignorare l’esito schiacciante del referendum per l’acqua pubblica del 2011, ma questa volta il duo Renzi/Alfano, in linea con i governi precedenti, fa di tutto per boicottare il referendum sulle trivelle, riducendo al minimo i tempi per la campagna referendaria e quindi la possibilità di informare al meglio le persone che andranno ad esprimere il proprio voto.

Sono stanco.

Questa mattina abbiamo scritto al Presidente Mattarella chiedendo di non firmare la richiesta del Consiglio dei Ministri di indire il referendum per il 17 aprile.
Il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione Italiana, è la nostra ultima speranza.

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