Nei giorni scorsi sono entrato in contatto con un gruppo di Ispettori del Ministero del Lavoro al fine di approfondire la loro proposta di creare un UNICO ente di vigilanza sul lavoro.

Sicurezza sul Lavoro

Nella giornata di oggi dovrebbe svolgersi un primo incontro al fine di conoscersi e coordinarsi eventualmente su come procedere insieme alla realizzazione di una concreta proposta al fine di ottimizzare e razionalizzare le risorse messe a disposizione nella vigilanza in materia di lavoro e sicurezza.

Intanto ho presentato una Interrogazione al Ministro per capire cosa ne pensa, le sue intenzioni e se intende o meno affrontare la effettiva riorganizzazione del sistema della sicurezza sul lavoro.

Il testo dell’Interrogazione:

Interrogazione a risposta scritta 4-02945

Per sapere – premesso che:

a seguito degli eventi tragici accaduti a Prato il 1o dicembre 2013 in cui hanno perso la vita 7 lavoratori di nazionalità cinese e numerose altre situazioni analoghe che, si ripetono quotidianamente nel nostro Paese, appare prioritario un intervento volto a tutelare la sicurezza dei lavoratori e altresì una riorganizzazione dei servizi ispettivi in materia di lavoro e previdenza;
l’articolo 10 del decreto legislativo n. 124 del 2004 secondo cui si prevede l’obbligo per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di istituire una banca-dati telematica con le informazioni relative ai datori di lavoro che hanno avuto ispezioni in materia di lavoro e previdenza appare tuttora inapplicato;
il secondo comma della suddetta norma secondo cui le diverse amministrazioni interessate avrebbero dovuto reciprocamente comunicarsi i dati dei soggetti ispezionati è rimasto oggettivamente solo un obiettivo sulla carta mai realizzato di fatto;
tutt’oggi manca ancora una connessione con le banche dati dell’Agenzia delle entrate o della Guardia di finanza con i soggetti interessati dalla suddetta normativa;
la situazione attuale del sistema di vigilanza in materia di lavoro e previdenza presenta una sovrapposizione e una duplicazione di controlli da parte dei diversi soggetti istituzionali, dotati attualmente di analoghi poteri;
attualmente, con riferimento alla vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro, si delinea una sovrapposizione fra il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Inail e altresì per quanto concerne l’azione di contrasto al lavoro nero possono intervenire con controlli il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’Inps, dell’Inail, della Guardia di finanza;
analoghe criticità, dovute alla sovrapposizione di competenze fra i vari enti preposti, si possono riscontrare per quello che concerne la vigilanza «ordinaria» e la vigilanza «tecnica» relativamente alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori;
a parere degli interroganti si rilevano notevoli criticità in questa «organizzazione» disorganizzata, rendendo probabile l’attuazione di più controlli verso lo stesso datore di lavoro effettuati da diversi enti anche in brevi lassi temporali, a fronte di aziende mai – o quasi mai – ispezionate;
a seguito di comunicazione avvenuta con i soggetti interessati, gli interroganti sono venuti a conoscenza di un incontro – in data 3 settembre 2013 – intercorso fra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e una delegazione dei vari settori ispettivi operanti attualmente nel sistema di vigilanza in materia di lavoro e previdenza al fine di avanzare proposte a carattere migliorativo dell’attività di vigilanza;
l’incontro suddetto verteva su: a) il sistema di controlli ridondante delineando la sovrapposizione delle competenze e le criticità nella relativa attività di coordinamento – b) la disorganizzazione dei controlli dovuti alle limitate competenze che ogni singolo ente possiede – c) tutela del cittadino e uguaglianza indipendentemente dall’ente che ha effettuato il controllo – d) tutela dell’imprenditore che ritiene di essere stato sanzionato ingiustamente – e) principio della tutela del lavoro definita come unitaria –:
quali urgenti interventi il Ministro interrogato intenda intraprendere al fine una reale attuazione della normativa contenuta all’articolo 10 del decreto legislativo n. 124 del 2004 che permetta la realizzazione di una banca dati relativa alle ispezioni;
se il Ministro interrogato non ritenga necessaria la creazione di un unico ente di vigilanza sul lavoro che consentirebbe una razionalizzazione delle ispezioni svolte dai vari organismi preposti con conseguenti minori spese e maggiore efficacia e coordinamento dei soggetti interessati con una efficacia sicuramente maggiore e benefici sia per le aziende che per i lavoratori stessi;
se il Ministro interrogato intenda fornire elementi sull’incontro citato in premessa svoltosi in data 3 settembre 2013 e se ritenga che le proposte presentate siano attuabili e in quale misura. (4-02945)

7 Comments

  1. Secondo me perdete tempo a contattare questi signori!
    Sono un preposto alla sicurezza ho cercato di segnalare più volte problemi gravissimi all ispettorato del lavoro di Arezzo ma senza ricevere nemmeno una risposta. Ho scritto anche al direttore di roma ma neanche lui si e degnato di rispondere…Deduco che questo ispettorato e totalmente assente! ma gli stipendi li percepiscono eccome se li percepiscono….credo che siano in qualche maniera complici di queste disgrazie sui luoghi di lavoro che via via succedono..
    Mauro Mafucci

  2. Ciao Mauro, negli enti, nei ministeri o altro ci sono anche persone in gamba che si danno da fare per rendere più efficienti questi posti, sapendo dall’interno come funzionano e cosa andrebbe migliorato.
    Se hai delle proposte, delle idee o semplicemente ti va di parlare dell’argomento ti offro volentieri un caffè e ne parliamo!
    A disposizione
    Marco Baldassarre

  3. Sicuramente i problemi sono rilevanti e difficili da risolvere e le iniziative passate sono state inutili. Il rischio di duplicazione degli interventi o le carenze di programmazione degli obiettivi sono solo alcuni dei problemi. Anche le diverse regolamentazioni (es. orari di lavoro e reperibilità), consuetudini (previste o imposte) e competenze (non chiare o allargate a quelle di altri Enti) possono creare problemi. Mi auguro che questa volta chi ha le possibilità e capacità possa migliorare una situazione che talvolta “funziona” (anche se male o comunque non adeguatamente) spesso per iniziative e decisioni locali (es. accordi o contatti magari solo telefonici fra i singoli funzionari degli Enti di controllo).
    Anche se mi ritengo non in grado di contribuire attivamente a questa iniziativa, Vi auguro Buon Lavoro.

    (Scusate se non mi firmo ma similare iniziativa passata non è stata ben vista)

  4. Caro Mauro Mafucci, mi spaice per quello che dici, anche se capisco il tuo disappunto. Lo vivo spesso. Ma come cortesemente ti ha già detto Marco Baldassarre, ci sono persone che cercano di fare il proprio dovere tar mille difficoltà, “perfino” nella publbica amministrazione. Non pensare che siamo tutti uguali, come, sicuramente, non lo sono tutti i tuoi colleghi di lavoro. E tu ne sei un esempio.
    Perciò, non perdere la fiducia anche se molte cose non funzionano. Chiama i colleghi del SPSAL: Direttore: Gherardo Cavigli -Tel. 0575 255980 e-mail: g.cavigli@usl8.toscana.it
    vedrai che ti ascolteranno.
    Se poi, non ottieni nessuna soddisfazione, o peggio, scrivi un esposto alla Procura della Repubblica.
    Insomma, pretendi il giusto da chi deve darti risposte e ricordati di non fare mai l’errore di pensare che siamo tutti uguali.
    Buon lavoro. Ciao

  5. Caro collega “ispettore”. La tua esigenza di anonimato mi fa capire diverse cose. Non piacevoli e mi dispiace per te che devi vivere questa situazione. Ti assicuro che la capisco.
    Proprio per questi motivi, penso che non sia vero che tu non sei in grado di contribuire a cambiare le cose. Chi, piu’ di te, vive e conosce le difficolta’ a cui accenni con discrezione.
    Percio’, se ti va, scrivimi (mpeca@lavoro.gov.it) così possiamo parlare del nostro progetto di cambiamento.
    Ciao. Massimo

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